Il precedente di Terrasse-Vaudreuil, in Québec, ha mostrato che un ente locale può adottare formalmente la Déclaration universelle des droits de l’Arbre e organizzare una sua attuazione progressiva, senza trasformare per questo l’Albero in una persona giuridica e senza sostituire il diritto positivo applicabile.
Risoluzione n. 2026-06-111 — Terrasse-Vaudreuil, 9 giugno 2026
La questione si pone ora in Italia: un Comune italiano può adottare ufficialmente la Déclaration universelle des droits de l’Arbre e i Quindici Impegni degli enti locali e regionali? E, se sì, quale organo deve deliberare, quali effetti può produrre l’atto e quali limiti derivano dalla Costituzione, dal TUEL, dalla legislazione statale, dalle leggi regionali, dal diritto paesaggistico, forestale e urbanistico?
In linea generale, la risposta è positiva sul piano dell’indirizzo istituzionale. Un Comune può assumere, attraverso l’organo competente, principi e obiettivi collegati alla cura della comunità, del territorio, del patrimonio comunale, del verde, dell’adattamento climatico, della biodiversità e della qualità della vita. Ma l’adozione non crea da sola un nuovo ordinamento giuridico dell’Albero: ogni misura vincolante deve poggiare sulle competenze e sugli strumenti previsti dal diritto italiano.
La Déclaration universelle des droits de l’Arbre è il testo fondatore di un percorso istituzionale portato e sviluppato da La Compagnie des Papillons Bleus, che ne assicura la coerenza, la conservazione documentale, l’accompagnamento istituzionale e il seguito.
Nel quadro ufficiale della Dichiarazione, ogni Comune o altro ente territoriale italiano che intenda ottenere il riconoscimento di un’adozione ufficiale deve prendere contatto con La Compagnie des Papillons Bleus prima della deliberazione, della risoluzione o della firma. Un atto adottato unilateralmente può avere il valore che gli attribuisce il diritto italiano, ma non può essere qualificato retroattivamente come adozione ufficiale nel quadro della Dichiarazione.
Riferimenti istituzionali della Dichiarazione:
1. Natura giuridica e istituzionale della Dichiarazione
La Déclaration universelle des droits de l’Arbre enuncia tre principi fondatori di riconoscimento, rispetto, protezione e responsabilità nei confronti dell’Albero. Il percorso istituzionale che la accompagna si sviluppa su un piano etico, scientifico, normativo, giuridico, democratico, culturale ed educativo.
La Dichiarazione non costituisce una declinazione istituzionale del movimento dei Rights of Nature. Può condividere con altri movimenti ambientali obiettivi di protezione del vivente, ma segue un quadro autonomo e non assume la personalità giuridica della natura, lo standing giudiziario o la rappresentanza processuale come fondamento necessario dei diritti dell’Albero.
La Dichiarazione non è un trattato internazionale, una legge italiana, un regolamento dell’Unione europea, una sentenza, un’autorità amministrativa o un organismo intergovernativo. La sua adozione da parte di un Comune non equivale alla ratifica di una convenzione internazionale e non modifica, da sola, le fonti del diritto italiano.
Nel quadro istituzionale ufficiale, l’adozione della Dichiarazione è oggi collegata all’adozione integrale dei Quindici Impegni degli enti locali e regionali. Questi ultimi costituiscono una roadmap di attuazione progressiva e non quindici regolamenti immediatamente opponibili ai cittadini.
L’adozione ufficiale non comporta automaticamente personalità giuridica dell’Albero, capacità processuale autonoma, trasferimento di competenze a La Compagnie des Papillons Bleus, modifica della proprietà pubblica o privata, creazione di sanzioni o adesione al distinto progetto di Convention internationale des droits de l’Arbre.
2. Costituzione italiana: ambiente, autonomie e riparto delle competenze
L’articolo 9 della Costituzione, nella formulazione risultante dalla revisione del 2022, stabilisce che la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.
Questo principio offre un fondamento forte alle politiche di tutela del patrimonio arboreo, ma non attribuisce da solo al Comune una competenza legislativa generale sull’ambiente.
Gli articoli 114, 117 e 118 definiscono l’architettura territoriale della Repubblica. Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni sono enti autonomi; le funzioni amministrative sono attribuite in via generale ai Comuni secondo sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, salvo esigenze di esercizio unitario.
L’articolo 117 riserva allo Stato la competenza legislativa esclusiva in materia di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali. Il governo del territorio rientra invece nella legislazione concorrente: allo Stato spettano i principi fondamentali e alle Regioni la potestà legislativa, ferma la potestà regionale residuale nelle materie non riservate allo Stato.
3. Autonomia comunale e TUEL: la base dell’adozione locale
Il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 — TUEL riconosce al Comune autonomia statutaria, normativa, organizzativa e amministrativa. Ai sensi dell’articolo 3, il Comune rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.
L’articolo 13 del TUEL costituisce un fondamento particolarmente rilevante per la territorializzazione della Dichiarazione. Esso attribuisce al Comune le funzioni amministrative che riguardano la popolazione e il territorio comunale, in particolare nei settori dei servizi alla persona e alla comunità, dell’assetto e utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto la legge statale o regionale attribuisca espressamente ad altri soggetti.
Una deliberazione relativa alla Dichiarazione può quindi essere costruita come orientamento istituzionale riferito alla comunità e al territorio, se collegata in modo concreto a patrimonio arboreo, parchi, strade, scuole, qualità urbana, ombra, clima, acqua, suolo, biodiversità, paesaggio, salute, cantieri, conoscenza e partecipazione. Questo fondamento non consente tuttavia al Comune di esercitare funzioni che la legge riserva allo Stato, alla Regione o ad altri enti.
La legge 5 giugno 2003, n. 131, articolo 4, conferma inoltre la potestà statutaria e regolamentare degli enti locali: l’organizzazione e lo svolgimento delle funzioni devono restare nell’ambito della legislazione statale o regionale che assicura i requisiti minimi di uniformità.
Più la deliberazione è concreta, territoriale, motivata e collegata alle competenze effettive del Comune, più chiara è la sua base istituzionale.
4. Consiglio comunale, Giunta e Sindaco: chi deve adottare?
La competenza non può essere determinata in astratto sulla sola base del carattere “istituzionale” dell’adesione. Deve essere individuata in funzione del contenuto concreto dell’atto, degli articoli 42 e 48 del TUEL, dello statuto e dei regolamenti del singolo Comune.
L’articolo 42 TUEL qualifica il Consiglio comunale come organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo e gli attribuisce una competenza limitata agli atti fondamentali elencati dalla legge, fra cui statuti, regolamenti — salvo quello sull’ordinamento degli uffici e dei servizi — programmi, piani e altri atti espressamente indicati.
L’articolo 48 TUEL attribuisce alla Giunta gli atti di governo che non siano riservati dalla legge al Consiglio e che non ricadano nelle competenze attribuite dalla legge o dallo statuto al Sindaco o ad altri organi. La Giunta collabora inoltre con il Sindaco nell’attuazione degli indirizzi generali del Consiglio.
Per un’adozione generale della Dichiarazione e dei Quindici Impegni, una deliberazione consiliare può costituire la forma rappresentativa più forte, soprattutto quando l’atto investe materie o atti fondamentali riservati al Consiglio — per esempio regolamenti, programmi, piani o discipline di organismi partecipativi. Ciò non trasforma però il Consiglio nell’organo competente per qualunque atto: la verifica deve essere effettuata caso per caso.
Quando la proposta sottoposta alla Giunta o al Consiglio non è un mero atto di indirizzo, l’articolo 49 TUEL richiede il parere di regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato e, se la proposta comporta riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’ente, anche il parere di regolarità contabile. Se Giunta o Consiglio se ne discostano, devono motivarlo adeguatamente.
Il Sindaco rappresenta l’ente e può sottoscrivere i documenti di formalizzazione quando ciò rientri nelle sue attribuzioni o nel mandato conferito dall’organo competente.
5. Tre livelli giuridici da distinguere
Livello 1 — Principi e indirizzo
L’organo comunale competente, individuato in funzione del contenuto concreto dell’atto, degli articoli 42 e 48 del TUEL, dello statuto e dei regolamenti dell’ente, adotta la Dichiarazione e i Quindici Impegni e fissa gli orientamenti. L’atto non crea automaticamente obblighi generali per i terzi.
Livello 2 — Misure interne
Il Comune agisce sul proprio patrimonio, servizi, bilanci, appalti, cantieri, inventari, piani di gestione e procedure tecniche.
Livello 3 — Regole opponibili
Divieti, autorizzazioni, sanzioni, compensazioni e prescrizioni per i privati richiedono competenza, base normativa, procedimento regolare e compatibilità con diritto statale e regionale.
L’adozione della Dichiarazione non sostituisce gli atti amministrativi e regolamentari richiesti dal diritto italiano.
6. Verde urbano e legge n. 10/2013
La legge 14 gennaio 2013, n. 10 è uno dei principali riferimenti nazionali per lo sviluppo degli spazi verdi urbani e la valorizzazione del patrimonio arboreo.
Ha rafforzato gli strumenti di conoscenza e gestione del verde, contiene obblighi specifici per determinati Comuni in funzione della popolazione e disciplina il sistema nazionale degli alberi monumentali.
La Dichiarazione può essere coordinata con censimento e inventario, bilancio arboreo, piano del verde o di gestione, strategie di forestazione urbana, tutela degli alberi maturi e dei suoli, criteri di manutenzione e trasparenza sugli abbattimenti.
7. Alberi monumentali, paesaggio e autorizzazioni
Gli alberi monumentali sono soggetti a un regime nazionale specifico organizzato dalla legge n. 10/2013 e dalla normativa di attuazione.
Il D.Lgs. 42/2004 — Codice dei beni culturali e del paesaggio disciplina i beni paesaggistici e le relative autorizzazioni e può concorrere alla tutela di alberi monumentali, ville, giardini, parchi e altri complessi di particolare valore nei casi previsti dal Codice.
Il D.P.R. 13 febbraio 2017, n. 31 individua gli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica e quelli sottoposti a procedimento semplificato. Per gli alberi, l’Allegato A, voce A.14, contempla a determinate condizioni alcune sostituzioni o messe a dimora; l’Allegato B, voce B.22, contempla invece il taglio senza sostituzione e determinate sostituzioni o messe a dimora nelle aree vincolate indicate dalla norma. L’esenzione o la semplificazione paesaggistica non elimina le altre autorizzazioni eventualmente prescritte.
8. Boschi, foreste e legislazione regionale
Il D.Lgs. 3 aprile 2018, n. 34 — Testo unico in materia di foreste e filiere forestali stabilisce il quadro nazionale forestale e riconosce il patrimonio forestale come parte del capitale naturale e bene di rilevante interesse pubblico.
La disciplina concreta della gestione, dei tagli e delle autorizzazioni forestali dipende in misura importante dalle Regioni e, nei territori interessati, dalle Province autonome.
Un regolamento comunale del verde non può trasformare in semplice verde urbano ciò che la legge qualifica come bosco né sostituire autorizzazioni forestali regionali.
9. Focus Umbria e Corciano: un quadro già fortemente regolato
Per i Comuni umbri, l’adozione e soprattutto le successive misure attuative devono coordinarsi con la normativa regionale applicabile. La legge regionale Umbria 19 novembre 2001, n. 28 — Testo unico regionale per le foreste disciplina il patrimonio forestale regionale e contiene disposizioni che si intrecciano con la tutela degli alberi.
Il quadro è stato aggiornato anche dalla legge regionale 7 aprile 2026, n. 4, in vigore dal 9 aprile 2026. Questa legge ha modificato la l.r. 28/2001 e, in particolare, ha sostituito l’articolo 13-bis: gli alberi e i boschi monumentali sono oggi espressamente ricondotti all’articolo 7 della legge statale n. 10/2013, mentre i boschi vetusti sono coordinati con il D.Lgs. 34/2018. La stessa l.r. 4/2026 interviene anche sulla l.r. 1/2015 in materia di governo del territorio e materie correlate.
Il caso di Corciano mostra concretamente questa stratificazione. Il sito istituzionale del Comune prevede già uno specifico servizio per abbattimento, spostamento e potatura straordinaria delle piante tutelate, richiamando la legislazione regionale applicabile. Il Comune pubblica inoltre gli elenchi relativi alle autorizzazioni paesaggistiche e agli accertamenti di compatibilità paesaggistica.
Un aggiornamento del Regolamento del verde può dunque rafforzare principi, criteri tecnici, procedure, trasparenza e gestione del patrimonio arboreo, ma deve essere costruito dentro il sistema statale e regionale delle competenze, dei vincoli e delle autorizzazioni.
Vedere la sezione 22 per il percorso giuridico e operativo specificamente applicato a Corciano.
10. Proprietà privata, sicurezza, ragionevolezza e proporzionalità
L’articolo 42 della Costituzione riconosce e garantisce la proprietà privata e demanda alla legge la determinazione dei modi di godimento e dei limiti destinati ad assicurarne la funzione sociale.
Una delibera di adesione non può quindi, senza adeguata base normativa, trasformarsi in un divieto generale di abbattimento su ogni proprietà privata, imporre vincoli patrimoniali arbitrari o introdurre espropriazioni di fatto.
Le misure locali che incidono sui privati devono essere fondate su una competenza e una base normativa sufficiente, motivate, proporzionate, non discriminatorie, compatibili con il diritto regionale, statale ed europeo e rispettose delle garanzie procedimentali.
L’articolo 97 della Costituzione impone inoltre buon andamento e imparzialità dell’amministrazione.
La protezione dell’Albero deve convivere con esigenze documentate di sicurezza pubblica, protezione civile, stabilità meccanica, fitosanità e gestione delle infrastrutture. La Dichiarazione non impone il mantenimento di un albero quando un intervento è legalmente necessario; richiede una decisione competente, motivata, proporzionata e rispettosa del vivente.
11. Cosa può contenere una deliberazione comunale di adozione
Una deliberazione correttamente costruita può:
- adottare congiuntamente e integralmente la Déclaration universelle des droits de l’Arbre e i Quindici Impegni degli enti locali e regionali, nell’ambito della procedura istituzionale ufficiale;
- identificare e allegare le versioni esatte dei documenti adottati;
- motivare l’atto in rapporto al territorio, all’articolo 9 della Costituzione, all’autonomia locale e alle funzioni effettivamente esercitate;
- incaricare Giunta e uffici di predisporre un programma di attuazione progressiva;
- avviare o aggiornare un inventario del patrimonio arboreo;
- prevedere un piano di gestione, piano del verde o strategia di copertura arborea secondo la normativa applicabile;
- chiedere la verifica del Regolamento del verde e dei regolamenti collegati;
- revisionare capitolati, contratti e prescrizioni di cantiere;
- istituire o proporre organismi consultivi nei limiti dello statuto e del TUEL;
- prevedere relazioni periodiche e indicatori su alberi adulti, copertura arborea, suoli, abbattimenti, reimpianti e tasso di attecchimento;
- organizzare il coordinamento con Regione, Provincia, Città metropolitana, enti parco, Soprintendenza o altri soggetti competenti.
L’atto deve evitare di proclamare come già vigenti obblighi che richiedono invece una successiva fonte regolamentare, un piano, un’autorizzazione o una base legislativa.
12. Regolamento del verde, piani, permessi e Valutazione Ambientale Strategica
Il Regolamento del verde è uno dei principali strumenti con cui un Comune può tradurre in pratica la propria politica arborea, ma la sua portata dipende dalle competenze attribuite dalla legge statale e regionale e dalla disciplina urbanistica e paesaggistica.
Quando esiste una base giuridica adeguata, il regolamento può disciplinare gestione e manutenzione degli alberi comunali, tecniche di potatura, protezione di radici e suoli durante i cantieri, documentazione delle istanze, criteri tecnici di sostituzione o compensazione, obblighi interni per lavori comunali, trasparenza e monitoraggio.
Quando l’attuazione prende la forma di un vero piano o programma capace di produrre impatti ambientali significativi, deve essere verificata l’eventuale applicazione della Valutazione Ambientale Strategica prevista dal D.Lgs. 152/2006 e dalla legislazione regionale. Una semplice deliberazione di principio non fa scattare automaticamente la VAS.
13. Appalti pubblici e Criteri Ambientali Minimi: un vero strumento operativo
Gli appalti pubblici costituiscono uno dei mezzi più concreti per rendere effettiva una politica di tutela degli alberi. Il D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 — Codice dei contratti pubblici disciplina anche l’integrazione dei criteri di sostenibilità energetica e ambientale nelle procedure di affidamento.
In particolare, l’articolo 57, comma 2, impone alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti di contribuire agli obiettivi ambientali inserendo nella documentazione progettuale e di gara almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei Criteri Ambientali Minimi applicabili, tenendo inoltre conto dei CAM per la definizione dei criteri premianti dell’offerta.
Per il verde pubblico, il decreto ministeriale 10 marzo 2020 ha adottato specifici CAM per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde.
Il Comune può quindi lavorare, nei limiti e secondo le condizioni del diritto dei contratti pubblici, su protezione preventiva delle alberature nei cantieri, zone di rispetto radicale, qualificazione degli operatori, tecniche di potatura, volumi di suolo, permeabilità, acqua, manutenzione post-impianto, garanzie di attecchimento, tracciabilità e scelta delle specie.
14. Regolamento UE sul ripristino della natura: la copertura arborea urbana entra nel diritto europeo
Il Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura contiene obblighi relativi agli ecosistemi urbani. L’articolo 8 prevede, a livello degli Stati membri, obiettivi riguardanti la perdita netta di spazi verdi urbani e copertura arborea urbana e, successivamente, tendenze crescenti.
Il Regolamento non trasforma automaticamente ogni Comune in titolare di una quota numerica autonoma. Rende però la conservazione e l’incremento della copertura arborea urbana un tema direttamente connesso all’attuazione del diritto dell’Unione.
15. I Quindici Impegni: una metodologia progressiva adattabile all’Italia
I Quindici Impegni degli enti locali e regionali costituiscono la roadmap istituzionale di attuazione progressiva della Dichiarazione.
Nel quadro ufficiale attuale, l’adozione formale riguarda congiuntamente e integralmente la Dichiarazione e i Quindici Impegni. L’attuazione resta progressiva, evolutiva e adattata alle competenze, ai mezzi e alle caratteristiche del territorio.
Governare
Responsabilità politica e amministrativa, Assemblea dell’Albero consultiva, Difensore dell’Albero, partecipazione di eletti, tecnici, giuristi, scienziati, professionisti, associazioni e cittadini.
Conoscere
Inventario degli alberi e dei suoli, cartografia della copertura arborea, Alberi Guardiani e Passaporto, diagnosi dei rischi e delle continuità ecologiche.
Agire
Protezione nei cantieri, appalti, desigillazione, acqua e suoli, conservazione prima dell’abbattimento, coordinamento con piani e autorizzazioni.
Preservare
Alberi adulti, ombra, volumi radicali, habitat, biodiversità e continuità ecologiche.
Trasmettere
Rapporto periodico, bilancio degli abbattimenti e delle piantagioni, tasso di attecchimento, copertura arborea, stato dei suoli e seguito delle raccomandazioni.
16. Assemblea dell’Albero e Difensore dell’Albero nella democrazia locale italiana
L’articolo 8 del TUEL consente ai Comuni di valorizzare la partecipazione popolare e di prevedere nello statuto forme di consultazione, istanze, petizioni e proposte.
Una Assemblea dell’Albero può quindi essere configurata come organismo consultivo o forma strutturata di partecipazione nel rispetto dello statuto e dei regolamenti. Il Difensore dell’Albero può ricevere segnalazioni, formulare pareri, seguire le risposte e contribuire alla trasparenza.
17. Procedura ufficiale di adozione per un Comune italiano
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Contattare La Compagnie des Papillons Bleus
Prima di qualsiasi deliberazione, risoluzione o firma, l’ente apre direttamente il dialogo istituzionale.
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Ricevere i testi ufficiali e svolgere il dialogo preliminare
La Compagnie trasmette versioni ufficiali e aggiornate della Dichiarazione, dei Quindici Impegni, del Quadro ufficiale e delle indicazioni procedurali.
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Individuare l’organo italiano competente e la base giuridica
Si verificano il contenuto concreto dell’atto, gli articoli 42 e 48 TUEL, lo statuto, i regolamenti, la legislazione regionale e i vincoli di settore. Il Consiglio interviene quando l’atto ricade nelle competenze fondamentali che la legge gli riserva; negli altri casi deve essere verificata la competenza della Giunta, del Sindaco o di altro organo secondo la legge e lo statuto.
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Preparare congiuntamente la deliberazione
L’atto identifica e allega i testi esatti, adotta congiuntamente e integralmente Dichiarazione e Quindici Impegni, motiva l’interesse comunale e distingue l’adozione dalle successive misure normative, amministrative, finanziarie o contrattuali.
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Completare l’istruttoria e deliberare secondo il diritto italiano
Se la proposta non è un mero atto di indirizzo, devono essere acquisiti i pareri previsti dall’articolo 49 TUEL; quando vi sono riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’ente, è richiesto anche il parere di regolarità contabile. L’organo competente applica poi le regole di convocazione, voto, verbalizzazione, pubblicazione ed efficacia. Eventuali modifiche di regolamenti, piani, bilanci o strumenti urbanistici seguono le proprie procedure.
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Formalizzare, registrare e attuare progressivamente
Dopo l’adozione e le formalità pubbliche applicabili, l’ente trasmette l’atto a La Compagnie, completa la formalizzazione preparata in anticipo e definisce calendario, responsabilità, mezzi, partner e indicatori di attuazione.
Contatto istituzionale
18. Riconoscimento dell’adozione ufficiale e Registro internazionale
Il Registro internazionale delle autorità aderenti è creato e amministrato da La Compagnie des Papillons Bleus nell’ambito del percorso istituzionale.
Non è un registro pubblico italiano, un albo ministeriale, una certificazione dell’Unione europea o un riconoscimento intergovernativo. La sua funzione è documentare le adozioni che hanno seguito la procedura istituzionale.
Una deliberazione autonoma può produrre gli effetti che le attribuisce il diritto italiano, ma non viene trasformata ex post in adozione ufficiale mediante una semplice comunicazione alla Compagnie.
19. Accompagnamento, documenti e proprietà intellettuale
La Compagnie des Papillons Bleus può assicurare un accompagnamento dottrinale, scientifico, metodologico, istituzionale, documentale e pedagogico. Esso non costituisce un parere legale individualizzato in diritto italiano e non sostituisce la verifica dei servizi legali o di un professionista abilitato in Italia.
La denominazione « Déclaration universelle des droits de l’Arbre » è una marca depositata in Francia. La pubblicazione dei testi non autorizza a creare un’apparenza di rappresentanza, patrocinio, governance o riconoscimento istituzionale non concesso.
20. Province, Città metropolitane, Unioni di Comuni e autonomie speciali
La legge 7 aprile 2014, n. 56 disciplina Città metropolitane, Province, Unioni e fusioni di Comuni e attribuisce agli enti di area vasta funzioni specifiche, tra cui pianificazione territoriale e sviluppo strategico e, per le Province nei limiti previsti, tutela e valorizzazione dell’ambiente per gli aspetti di competenza.
Un ente diverso dal Comune può quindi valutare un’adozione solo nei limiti delle proprie funzioni, del proprio statuto e dell’organo competente.
L’articolo 116 della Costituzione riconosce forme particolari di autonomia a Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige/Südtirol e Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, nonché alle Province autonome di Trento e Bolzano secondo i rispettivi statuti. In tali territori la verifica legislativa deve essere specifica.
21. La portata esatta del precedente di Terrasse-Vaudreuil
Il 9 giugno 2026 il Consiglio municipale di Terrasse-Vaudreuil ha adottato la risoluzione n. 2026-06-111 e ha aderito formalmente alla Déclaration universelle des droits de l’Arbre.
La risoluzione cita i tre articoli fondatori e formula, sul piano municipale, quattro diritti operativi: vita, crescita naturale, integrità e rigenerazione. Questi quattro diritti municipali non sono i tre articoli della Dichiarazione, ma una traduzione locale adottata nell’ambito delle competenze municipali.
Al momento della risoluzione del 9 giugno 2026, i Quindici Impegni esistevano già nel percorso della Dichiarazione, ma non erano formalmente allegati a quella risoluzione. La procedura istituzionale attuale per le nuove autorità prevede invece l’adozione congiunta e integrale della Dichiarazione e dei Quindici Impegni.
Seguire oggi « la via di Terrasse-Vaudreuil » non significa copiare letteralmente l’atto canadese: significa comprenderne il precedente, utilizzare il quadro aggiornato e adattare l’atto al diritto dell’ente che adotta.
22. Caso concreto — Corciano (Umbria): come passare dall’iniziativa comunale all’adozione ufficiale
Il caso di Corciano merita una trattazione autonoma, perché consente di mostrare concretamente come il quadro nazionale italiano, la legislazione regionale umbra e gli strumenti amministrativi già esistenti possano essere coordinati con la procedura istituzionale della Déclaration universelle des droits de l’Arbre.
Il 17 agosto 2026 è stata resa pubblica un’iniziativa comunale relativa alla tutela del patrimonio arboreo, presentata come ispirata al precedente di Terrasse-Vaudreuil e orientata anche verso un’evoluzione del Regolamento del verde. Consultare la comunicazione giornalistica locale del 17 agosto 2026.
22.1. Corciano non parte da zero: esiste già un sistema locale di tutela e autorizzazione
La legge regionale Umbria n. 28/2001 disciplina espressamente, oltre al settore forestale, la salvaguardia degli alberi, della flora spontanea e del territorio. Nel territorio comunale questo quadro è già operativo: il Comune di Corciano dispone di un servizio specifico per abbattimento, spostamento e potatura straordinaria delle piante tutelate, con riferimento alla l.r. 28/2001 e alla l.r. 8/2011, e pubblica gli elenchi delle autorizzazioni paesaggistiche e degli accertamenti di compatibilità.
La legge regionale 7 aprile 2026, n. 4 ha inoltre aggiornato il Testo unico regionale per le foreste, coordinando la disciplina degli alberi e boschi monumentali con la legge statale n. 10/2013 e quella dei boschi vetusti con il D.Lgs. 34/2018.
Conseguenza pratica
L’adozione della Dichiarazione non richiede a Corciano di sostituire questo sistema. Può invece fornire un orientamento istituzionale generale entro il quale coordinare progressivamente regolamento del verde, patrimonio comunale, autorizzazioni, appalti, piani di gestione, partecipazione e monitoraggio, nel rispetto delle norme statali e regionali già applicabili.
22.2. Per Corciano, il Consiglio comunale è centrale se si interviene sul Regolamento del verde
Il sito istituzionale di Corciano ricorda che il Consiglio comunale determina l’indirizzo politico-amministrativo del Comune e ne controlla l’attuazione. Sul piano nazionale, l’articolo 42, comma 2, lettera a), del TUEL riserva al Consiglio gli statuti e i regolamenti, salvo il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi attribuito alla Giunta.
Di conseguenza, se il percorso di Corciano comprende — come annunciato — una modifica del Regolamento del verde, la sede consiliare non è soltanto politicamente opportuna: è giuridicamente centrale per l’atto regolamentare. La competenza deve comunque essere verificata sul contenuto preciso di ciascun atto, sullo Statuto e sui regolamenti comunali.
La Giunta e i dirigenti attuano poi gli indirizzi e adottano gli atti gestionali nelle rispettive competenze; il Sindaco rappresenta l’ente e può sottoscrivere la formalizzazione istituzionale quando ne abbia titolo. Quando la proposta sottoposta al Consiglio o alla Giunta non costituisce un mero atto di indirizzo, deve essere verificata anche l’applicazione dell’articolo 49 TUEL sui pareri di regolarità tecnica e, se vi sono riflessi finanziari, contabile.
22.3. Due piani devono restare distinti: adozione ufficiale e diritto comunale applicabile
Piano A — Adozione ufficiale della Dichiarazione e dei Quindici Impegni
Corciano apre il contatto istituzionale con La Compagnie des Papillons Bleus prima del voto, riceve i testi ufficiali, prepara congiuntamente il progetto di adozione e sottopone all’organo competente la Déclaration universelle des droits de l’Arbre e l’integralità dei Quindici Impegni.
Piano B — Attuazione nel diritto comunale e umbro
Il Comune individua separatamente quali principi richiedano modifiche del Regolamento del verde, atti di Giunta, atti dirigenziali, stanziamenti di bilancio, capitolati d’appalto, piani di gestione o procedure autorizzative. Ogni misura opponibile a terzi deve avere una base giuridica adeguata e rispettare la legislazione statale e regionale.
I due piani possono essere politicamente coordinati, ma non devono essere confusi. L’adozione ufficiale non attribuisce automaticamente efficacia regolamentare ai Quindici Impegni e una modifica autonoma del Regolamento del verde non costituisce automaticamente adozione ufficiale della Dichiarazione.
22.4. Vita, crescita naturale, integrità e rigenerazione: come utilizzarle correttamente a Corciano
Il precedente di Terrasse-Vaudreuil ha tradotto localmente i tre articoli della Dichiarazione in quattro diritti municipali: vita, crescita naturale, integrità e rigenerazione. Corciano può esaminare questi quattro concetti come criteri di orientamento della propria politica arborea, ma la loro eventuale introduzione nel diritto comunale deve essere formulata con precisione.
Essi possono, ad esempio, orientare la gestione del patrimonio arboreo comunale, la conservazione preventiva dell’albero adulto, le tecniche di potatura, la protezione dell’apparato radicale e del suolo, la motivazione degli abbattimenti, la sostituzione e il reimpianto, il monitoraggio e le prescrizioni tecniche nei lavori pubblici. Non possono invece essere presentati come se creassero automaticamente una nuova personalità giuridica dell’Albero, un diritto soggettivo generale opponibile in ogni situazione o una deroga ai regimi di autorizzazione, sicurezza, paesaggio, foreste, proprietà e urbanistica.
22.5. Come i Quindici Impegni possono essere territorializzati a Corciano
Per Corciano, l’attuazione progressiva dei Quindici Impegni può essere organizzata in tre categorie.
Misure attivabili principalmente nell’organizzazione comunale
- inventario e cartografia del patrimonio arboreo e della copertura arborea;
- protocollo di gestione degli alberi comunali e protezione nei cantieri;
- integrazione dei CAM e di prescrizioni arboricole nei capitolati e negli affidamenti;
- monitoraggio degli abbattimenti, delle sostituzioni, della sopravvivenza delle nuove piantagioni e dello stato dei suoli;
- formazione degli agenti e coordinamento tra Urbanistica e Ambiente, Lavori Pubblici, Polizia locale e altri servizi interessati;
- informazione pubblica e tracciabilità delle decisioni.
Misure che richiedono un atto politico, regolamentare o finanziario
- modifica del Regolamento del verde;
- istituzione di un’Assemblée de l’Arbre consultiva e definizione delle sue regole;
- istituzione di un Difensore dell’Albero o di una funzione equivalente, esclusivamente consultiva e di monitoraggio;
- adozione di un piano pluriennale del patrimonio arboreo o della copertura arborea;
- stanziamenti per censimenti, diagnostica, suoli, irrigazione, piantagioni, manutenzione qualificata e sistemi informativi.
Misure subordinate al diritto statale o regionale
- abbattimento, spostamento e potatura straordinaria di specie tutelate;
- alberi monumentali, boschi monumentali e boschi vetusti;
- autorizzazioni paesaggistiche;
- interventi forestali;
- obblighi opponibili ai proprietari privati;
- vincoli urbanistici, sanzioni e prescrizioni che richiedono una specifica base normativa.
22.6. Percorso operativo consigliato per Corciano
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Aprire formalmente il contatto con La Compagnie des Papillons Bleus
Il contatto deve precedere la deliberazione di adozione ufficiale.
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Acquisire e identificare i testi ufficiali
Déclaration universelle des droits de l’Arbre, Quindici Impegni, Quadro ufficiale e documenti procedurali vengono identificati nella loro versione vigente.
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Acquisire ed esaminare il testo integrale dell’ordine del giorno e il quadro comunale esistente
Il testo integrale dell’ordine del giorno, lo Statuto, il Regolamento del verde vigente, il Regolamento edilizio, i procedimenti SUAPE, il DUP, il bilancio, i capitolati e le procedure di manutenzione devono essere letti congiuntamente per evitare duplicazioni o incompatibilità.
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Preparare un atto consiliare specifico di adozione ufficiale
L’atto identifica esattamente la Dichiarazione e i Quindici Impegni, ne dispone l’adozione congiunta e integrale, motiva il collegamento con il territorio di Corciano e incarica gli organi e gli uffici competenti della progressiva attuazione.
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Acquisire i pareri e seguire le formalità del diritto italiano
Si verificano competenza, pareri ex art. 49 TUEL quando dovuti, convocazione, votazione, pubblicazione, esecutività e ogni ulteriore formalità applicabile.
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Separare o coordinare la revisione del Regolamento del verde
Le modifiche regolamentari vengono istruite con la necessaria verifica tecnica e giuridica rispetto alla l.r. 28/2001, alla l.r. 8/2011, alla l. 10/2013, al diritto paesaggistico, forestale, urbanistico e alle altre norme applicabili.
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Completare la formalizzazione e avviare la roadmap
Dopo l’adozione, Corciano completa con La Compagnie la formalizzazione istituzionale, l’eventuale iscrizione al Registro internazionale e definisce priorità, calendario, responsabilità, mezzi e indicatori per i Quindici Impegni.
23. Conclusione: in Italia una via possibile, ma rigorosamente articolata
Il diritto italiano offre a un Comune uno spazio reale per adottare la Déclaration universelle des droits de l’Arbre come orientamento istituzionale collegato alla comunità e al territorio.
La Costituzione protegge ambiente, biodiversità ed ecosistemi. Il TUEL riconosce l’autonomia comunale. La legge n. 10/2013, il diritto forestale, il diritto paesaggistico, la legislazione regionale, gli strumenti urbanistici e gli appalti pubblici forniscono i canali concreti di attuazione.
La Dichiarazione stabilisce i principi. I Quindici Impegni organizzano il percorso progressivo. Nel quadro ufficiale attuale, entrambi sono adottati congiuntamente e integralmente dopo contatto preliminare con La Compagnie des Papillons Bleus.
L’adozione non crea una personalità giuridica dell’Albero, non sostituisce il diritto italiano e non consente al Comune di oltrepassare le proprie competenze.
Per l’adozione ufficiale nel quadro della Dichiarazione, la procedura istituzionale deve iniziare prima del voto.
24. Fonti ufficiali e testi di riferimento
Riferimenti verificati sulle fonti ufficiali nella versione accessibile al 18 agosto 2026. Il presente articolo espone principi generali e non sostituisce una verifica giuridica individualizzata del singolo ente, del suo statuto e della singola Regione.
Déclaration universelle des droits de l’Arbre
- Comprendere la Dichiarazione
- Quadro ufficiale
- Procedura per gli enti territoriali
- Quindici Impegni
- Assemblée de l’Arbre
- Risoluzione Terrasse-Vaudreuil
Costituzione e autonomie locali
- Costituzione, art. 9
- Costituzione, art. 114
- Costituzione, art. 116
- Costituzione, art. 117
- Costituzione, art. 118
- Costituzione, art. 42
- Costituzione, art. 97
- D.Lgs. 267/2000 — TUEL, testo vigente (artt. 3 e 13)
- TUEL — art. 42, attribuzioni del Consiglio
- TUEL — art. 48, competenze della Giunta
- TUEL — art. 49, pareri di regolarità tecnica e contabile
- Legge 131/2003
- Legge 56/2014
Alberi, foreste, paesaggio e ambiente
- Legge 10/2013
- D.Lgs. 34/2018 — foreste
- D.Lgs. 42/2004 — paesaggio
- D.P.R. 31/2017 — interventi esclusi e autorizzazione paesaggistica semplificata
- D.Lgs. 152/2006 — ambiente e VAS
- Regolamento (UE) 2024/1991
Appalti e manutenzione del verde
Umbria e Corciano
- L.R. Umbria 19 novembre 2001, n. 28
- L.R. Umbria 7 aprile 2026, n. 4 — modifiche a foreste e governo del territorio
- Comune di Corciano — piante tutelate
- Comune di Corciano — Consiglio comunale
- Comune di Corciano — autorizzazioni paesaggistiche
Proprietà intellettuale
Precisazione giuridica: l’Italia presenta una legislazione regionale molto differenziata in materia forestale, urbanistica, paesaggistica, ambientale e di verde. Ogni progetto di deliberazione e ogni misura attuativa devono essere verificati nella Regione e nel Comune interessati.
Pubblicazione istituzionale — La Compagnie des Papillons Bleus
Questo articolo è un testo istituzionale pubblicato da La Compagnie des Papillons Bleus, associazione francese che porta ufficialmente la Déclaration universelle des droits de l’Arbre e il percorso istituzionale ad essa associato, assicurandone coerenza, conservazione, sviluppo, accompagnamento istituzionale e monitoraggio.
Pubblicazione: 18 agosto 2026 — Versione Italia 1.2 — revisione giuridica e armonizzazione istituzionale.
Il presente articolo espone principi generali e non costituisce un parere giuridico individualizzato in diritto italiano.
Ricardo Rey
Autore e iniziatore della Déclaration universelle des droits de l’Arbre
Fondatore dell’Assemblée de l’Arbre
Presidente — La Compagnie des Papillons Bleus
Contatto ufficiale: presidence@ciedespapillonsbleus.org
Sito ufficiale: www.declarationuniverselledesdroitsdelarbre.org
© 2026 Ricardo Rey. Pubblicazione istituzionale di La Compagnie des Papillons Bleus. Tutti i diritti riservati.
Ogni riproduzione, rappresentazione, adattamento o diffusione è subordinata a preventiva autorizzazione scritta, fatte salve le eccezioni previste dalla legislazione applicabile.
Version française
Le précédent de Terrasse-Vaudreuil, au Québec, a montré qu’une collectivité locale peut adopter formellement la Déclaration universelle des droits de l’Arbre et organiser sa mise en œuvre progressive, sans transformer pour autant l’Arbre en personne juridique et sans se substituer au droit positif applicable.
Résolution n° 2026-06-111 — Terrasse-Vaudreuil, 9 juin 2026
La même question se pose désormais en Italie : une commune italienne peut-elle adopter officiellement la Déclaration universelle des droits de l’Arbre et les Quinze Engagements des collectivités locales et régionales ? Si oui, quel organe doit délibérer, quels effets l’acte peut-il produire et quelles limites résultent de la Constitution, du TUEL, de la législation de l’État, des lois régionales ainsi que du droit paysager, forestier et urbanistique ?
En principe, la réponse est positive sur le terrain de l’orientation institutionnelle. Une commune peut, par l’organe compétent, adopter des principes et objectifs rattachés aux intérêts de la communauté, au territoire, au patrimoine communal, aux espaces verts, à l’adaptation climatique, à la biodiversité et à la qualité de vie. Mais l’adoption ne crée pas à elle seule un nouvel ordre juridique de l’Arbre : toute mesure opposable doit reposer sur les compétences et instruments prévus par le droit italien.
La Déclaration universelle des droits de l’Arbre est le texte fondateur d’une démarche institutionnelle portée et développée par La Compagnie des Papillons Bleus, qui en assure la cohérence, la conservation documentaire, l’accompagnement institutionnel et le suivi.
Dans le cadre officiel de la Déclaration, toute commune ou autre autorité territoriale italienne souhaitant obtenir la reconnaissance d’une adoption officielle doit prendre directement contact avec La Compagnie des Papillons Bleus avant toute délibération, résolution ou signature. Un acte adopté unilatéralement peut produire les effets que lui confère le droit italien, mais il ne peut être requalifié rétroactivement en adoption officielle dans le cadre de la Déclaration.
Références institutionnelles de la Déclaration :
1. Nature juridique et institutionnelle de la Déclaration
La Déclaration universelle des droits de l’Arbre énonce trois principes fondateurs de reconnaissance, de respect, de protection et de responsabilité envers l’Arbre. La démarche qui l’accompagne est éthique, scientifique, normative, juridique, démocratique, culturelle et éducative.
La Déclaration ne constitue pas une déclinaison institutionnelle du mouvement des Rights of Nature. Elle peut partager avec d’autres courants environnementaux des objectifs de protection du vivant, mais elle suit un cadre autonome et ne fait ni de la personnalité juridique de la nature, ni du standing judiciaire, ni de la représentation contentieuse le fondement nécessaire des droits de l’Arbre.
La Déclaration n’est ni un traité international, ni une loi italienne, ni un règlement de l’Union européenne, ni une décision de justice, ni une autorité administrative, ni une organisation intergouvernementale. Son adoption par une commune n’équivaut pas à la ratification d’une convention internationale et ne modifie pas, à elle seule, les sources du droit italien.
Dans le cadre institutionnel officiel, son adoption est désormais liée à l’adoption intégrale des Quinze Engagements des collectivités locales et régionales, qui constituent une feuille de route progressive et non quinze règlements immédiatement opposables.
L’adoption officielle n’emporte automatiquement ni personnalité juridique de l’Arbre, ni capacité processuelle autonome, ni transfert de compétences à La Compagnie, ni modification de la propriété, ni création de sanctions, ni adhésion au projet distinct de Convention internationale des droits de l’Arbre.
2. Constitution italienne : environnement, autonomies et partage des compétences
L’article 9 de la Constitution italienne, dans sa rédaction issue de la révision de 2022, prévoit que la République protège l’environnement, la biodiversité et les écosystèmes, y compris dans l’intérêt des générations futures.
Ce principe offre un socle très fort aux politiques de protection du patrimoine arboré, mais il ne confère pas à lui seul aux communes une compétence législative générale en matière d’environnement.
Les articles 114, 117 et 118 organisent l’architecture territoriale de la République. Communes, Provinces, Villes métropolitaines et Régions sont autonomes ; les fonctions administratives sont en principe attribuées aux communes selon les principes de subsidiarité, différenciation et adéquation.
L’article 117 réserve à l’État la compétence législative exclusive en matière de protection de l’environnement, de l’écosystème et du patrimoine culturel. L’aménagement du territoire et plusieurs matières connexes impliquent la législation régionale.
3. Autonomie communale et TUEL : le fondement de l’adoption locale
Le décret législatif du 18 août 2000 n° 267 — TUEL reconnaît à la commune une autonomie statutaire, normative, organisationnelle et administrative. Selon l’article 3, la commune représente sa communauté, en prend en charge les intérêts et en favorise le développement.
L’article 13 du TUEL constitue un fondement particulièrement important pour la territorialisation de la Déclaration. Il attribue à la commune les fonctions administratives concernant la population et le territoire communal, notamment dans les secteurs des services à la personne et à la communauté, de l’aménagement et de l’utilisation du territoire et du développement économique, sauf attribution expresse par la loi étatique ou régionale à d’autres autorités.
Une délibération relative à la Déclaration peut donc être construite comme une orientation institutionnelle rattachée à la communauté et au territoire, si elle est concrètement liée au patrimoine arboré, aux parcs, rues, écoles, à la qualité urbaine, à l’ombre, au climat, à l’eau, aux sols, à la biodiversité, au paysage, à la santé, aux chantiers, à la connaissance et à la participation. Ce fondement n’autorise toutefois pas la commune à exercer des fonctions que la loi réserve à l’État, à la Région ou à d’autres autorités.
La loi du 5 juin 2003 n° 131, article 4, confirme en outre le pouvoir statutaire et réglementaire des collectivités locales ; l’organisation et l’exercice de leurs fonctions doivent toutefois demeurer dans le cadre de la législation étatique ou régionale assurant les exigences minimales d’uniformité.
Plus la délibération est concrète, territorialisée, motivée et rattachée aux compétences réelles de la commune, plus son fondement institutionnel est clair.
4. Conseil communal, Giunta et maire : quel organe doit adopter ?
La compétence ne peut être déterminée abstraitement au seul motif que l’adhésion présenterait un caractère « institutionnel ». Elle doit être identifiée en fonction du contenu concret de l’acte, des articles 42 et 48 du TUEL, du statut et des règlements de la commune concernée.
L’article 42 du TUEL qualifie le Consiglio comunale d’organe d’orientation et de contrôle politico-administratif et limite sa compétence aux actes fondamentaux énumérés par la loi, notamment les statuts, règlements — à l’exception du règlement sur l’organisation des bureaux et services — programmes, plans et autres actes expressément indiqués.
L’article 48 du TUEL attribue à la Giunta les actes de gouvernement qui ne sont pas réservés par la loi au Conseil et ne relèvent pas des compétences attribuées par la loi ou le statut au maire ou à d’autres organes. La Giunta collabore également avec le maire à la mise en œuvre des orientations générales du Conseil.
Pour une adoption générale de la Déclaration et des Quinze Engagements, une délibération du Conseil peut constituer la forme représentative la plus forte, notamment lorsque l’acte touche des matières ou actes fondamentaux réservés au Conseil — par exemple des règlements, programmes, plans ou la discipline d’organismes participatifs. Cela ne signifie toutefois pas que le Conseil soit compétent pour tout acte : la compétence doit être vérifiée au cas par cas.
Lorsque la proposition soumise à la Giunta ou au Conseil n’est pas un simple acte d’orientation, l’article 49 du TUEL impose l’avis de régularité technique du responsable du service concerné et, si la proposition produit des effets directs ou indirects sur la situation économique et financière ou sur le patrimoine de l’entité, l’avis de régularité comptable. Si la Giunta ou le Conseil s’écarte de ces avis, il doit le motiver de manière adéquate.
Le maire représente la commune et peut signer les documents de formalisation lorsque cela relève de ses attributions ou du mandat conféré par l’organe compétent.
5. Trois niveaux juridiques à distinguer
Niveau 1 — Principes et orientation
L’organe communal compétent, déterminé en fonction du contenu concret de l’acte, des articles 42 et 48 du TUEL, du statut et des règlements de la collectivité, adopte la Déclaration et les Quinze Engagements et fixe les orientations. L’acte ne crée pas automatiquement d’obligations générales pour les tiers.
Niveau 2 — Mesures internes
La commune agit sur son patrimoine, ses services, budgets, marchés, chantiers, inventaires, plans de gestion et procédures techniques.
Niveau 3 — Règles opposables
Interdictions, autorisations, sanctions, compensations et prescriptions pour les particuliers exigent compétence, base normative, procédure régulière et compatibilité avec les droits étatique et régional.
L’adoption de la Déclaration ne remplace pas les actes administratifs et réglementaires exigés par le droit italien.
6. Espaces verts urbains et loi n° 10/2013
La loi du 14 janvier 2013 n° 10 constitue l’une des principales références nationales pour le développement des espaces verts urbains et la valorisation du patrimoine arboré.
Elle renforce les instruments de connaissance et de gestion du vert, comporte des obligations particulières pour certaines communes en fonction de leur population et organise le régime national des arbres monumentaux.
La Déclaration peut être articulée avec recensement et inventaire, bilan arboré, plan du vert ou plan de gestion, stratégies de foresterie urbaine, protection des arbres matures et des sols, critères d’entretien et transparence sur les abattages.
7. Arbres monumentaux, paysage et autorisations
Les arbres monumentaux sont soumis à un régime national spécifique organisé par la loi n° 10/2013 et ses textes d’application.
Le D.Lgs. 42/2004 — Code des biens culturels et du paysage régit les biens paysagers et les autorisations correspondantes et peut concourir à la protection d’arbres monumentaux, villas, jardins, parcs et autres ensembles de valeur particulière dans les hypothèses prévues par le Code.
Le D.P.R. du 13 février 2017 n° 31 identifie les interventions exclues de l’autorisation paysagère et celles soumises à une procédure simplifiée. Pour les arbres, l’annexe A, point A.14, prévoit sous certaines conditions des remplacements ou plantations ; l’annexe B, point B.22, vise notamment la coupe sans remplacement et certains remplacements ou plantations dans les zones protégées indiquées par le texte. L’exemption ou la simplification paysagère ne supprime pas les autres autorisations éventuellement requises.
8. Bois, forêts et législation régionale
Le D.Lgs. du 3 avril 2018 n° 34 — Texte unique en matière de forêts et filières forestières fixe le cadre national forestier et reconnaît le patrimoine forestier comme composante du capital naturel et bien d’intérêt public majeur.
La discipline concrète de la gestion, des coupes et des autorisations forestières dépend largement des Régions et, le cas échéant, des Provinces autonomes.
Un règlement communal du vert ne peut transformer en simple espace vert urbain ce que la loi qualifie de forêt ni remplacer les autorisations forestières régionales.
9. Focus Ombrie et Corciano : un environnement juridique déjà dense
Pour les communes d’Ombrie, l’adoption et surtout les mesures ultérieures de mise en œuvre doivent être coordonnées avec la législation régionale applicable. La loi régionale d’Ombrie du 19 novembre 2001 n° 28 — Texte unique régional sur les forêts régit le patrimoine forestier régional et comporte des dispositions qui s’articulent avec la protection des arbres.
Le cadre a également été actualisé par la loi régionale du 7 avril 2026 n° 4, entrée en vigueur le 9 avril 2026. Cette loi a modifié la l.r. 28/2001 et notamment remplacé son article 13-bis : les arbres et bois monumentaux sont désormais expressément rattachés à l’article 7 de la loi nationale n° 10/2013, tandis que les forêts anciennes sont coordonnées avec le D.Lgs. 34/2018. La même l.r. 4/2026 modifie également la l.r. 1/2015 relative au gouvernement du territoire et aux matières connexes.
Le cas de Corciano illustre concrètement cette superposition. Le site institutionnel de la commune organise déjà un service spécifique pour l’abattage, le déplacement et la taille extraordinaire des arbres protégés, en renvoyant à la législation régionale applicable. La commune publie également les listes relatives aux autorisations paysagères et aux constats de compatibilité paysagère.
Une modification du Regolamento del verde peut donc renforcer principes, critères techniques, procédures, transparence et gestion du patrimoine arboré, mais elle doit être construite à l’intérieur du système étatique et régional des compétences, protections et autorisations.
Voir la section 22 pour le parcours juridique et opérationnel spécifiquement appliqué à Corciano.
10. Propriété privée, sécurité, raisonnabilité et proportionnalité
L’article 42 de la Constitution italienne reconnaît et garantit la propriété privée et confie à la loi la détermination de ses modalités de jouissance et de ses limites afin d’en assurer la fonction sociale.
Une délibération d’adhésion ne peut donc, sans base normative adéquate, devenir une interdiction générale d’abattage sur toute propriété privée, imposer des contraintes patrimoniales arbitraires ou créer une expropriation de fait.
Les mesures locales affectant les particuliers doivent reposer sur une compétence et une base normative suffisantes, être motivées, proportionnées, non discriminatoires, compatibles avec les droits régional, étatique et européen et respecter les garanties procédurales.
L’article 97 de la Constitution impose en outre le bon fonctionnement et l’impartialité de l’administration.
La protection de l’Arbre doit être conciliée avec les besoins dûment établis de sécurité publique, protection civile, stabilité mécanique, santé végétale et fonctionnement des infrastructures. La Déclaration n’impose pas le maintien d’un arbre lorsqu’une intervention est légalement nécessaire ; elle appelle une décision compétente, motivée, proportionnée et respectueuse du vivant.
11. Ce que peut contenir une délibération communale d’adoption
Une délibération correctement construite peut :
- adopter conjointement et intégralement la Déclaration universelle des droits de l’Arbre et les Quinze Engagements des collectivités locales et régionales, dans le cadre de la procédure institutionnelle officielle ;
- identifier et annexer les versions exactes des documents adoptés ;
- motiver l’acte au regard du territoire, de l’article 9 de la Constitution, de l’autonomie locale et des fonctions effectivement exercées ;
- charger la Giunta et les services de préparer un programme de mise en œuvre progressive ;
- lancer ou actualiser un inventaire du patrimoine arboré ;
- prévoir un plan de gestion, un plan du vert ou une stratégie de canopée selon le droit applicable ;
- demander l’examen du Règlement du vert et des règlements connexes ;
- réviser cahiers des charges, contrats et prescriptions de chantier ;
- instituer ou proposer des organismes consultatifs dans les limites du statut et du TUEL ;
- prévoir rapports périodiques et indicateurs sur arbres adultes, couvert arboré, sols, abattages, replantations et taux de reprise ;
- organiser la coordination avec Région, Province, Ville métropolitaine, organismes de parc, Soprintendenza ou autres autorités compétentes.
L’acte doit éviter de présenter comme déjà opposables des obligations qui nécessitent encore un règlement, un plan, une autorisation ou une base législative.
12. Règlement du vert, plans, permis et Évaluation environnementale stratégique
Le Regolamento del verde est l’un des principaux instruments permettant à une commune de traduire sa politique arborée en pratique, mais sa portée dépend des compétences attribuées par les législations étatique et régionale et du droit urbanistique et paysager applicable.
Lorsqu’une base juridique adéquate existe, le règlement peut encadrer gestion et entretien des arbres communaux, techniques de taille, protection des racines et des sols pendant les chantiers, pièces des demandes, critères techniques de remplacement ou compensation, obligations internes aux travaux communaux, transparence et suivi.
Lorsque la mise en œuvre prend la forme d’un véritable plan ou programme susceptible d’avoir des incidences environnementales significatives, l’éventuelle application de la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) prévue par le D.Lgs. 152/2006 et la législation régionale doit être examinée. Une simple délibération de principe ne déclenche pas automatiquement une VAS.
13. Marchés publics et Criteri Ambientali Minimi : un levier opérationnel majeur
Les marchés publics constituent l’un des moyens les plus concrets de mettre en œuvre une politique de protection des arbres. Le D.Lgs. du 31 mars 2023 n° 36 — Code des contrats publics encadre notamment l’intégration des critères de durabilité énergétique et environnementale dans les procédures de passation.
En particulier, l’article 57, alinéa 2, impose aux pouvoirs adjudicateurs et entités concédantes de contribuer aux objectifs environnementaux en insérant dans les documents de conception et de marché au minimum les spécifications techniques et clauses contractuelles contenues dans les Criteri Ambientali Minimi applicables, tout en tenant compte des CAM pour la définition des critères de valorisation des offres.
Pour la gestion du vert public, le décret ministériel du 10 mars 2020 a adopté des CAM spécifiques au service de gestion du vert public et à la fourniture de produits pour son entretien.
La commune peut donc agir, dans les limites et conditions du droit des contrats publics, sur la protection préalable des arbres en chantier, les zones de protection racinaire, la qualification des opérateurs, les techniques de taille, les volumes de sol, la perméabilité, l’eau, l’entretien post-plantation, les garanties de reprise, la traçabilité et le choix des essences.
14. Règlement européen sur la restauration de la nature : la canopée urbaine entre dans le droit de l’Union
Le Règlement (UE) 2024/1991 relatif à la restauration de la nature contient des obligations relatives aux écosystèmes urbains. Son article 8 prévoit, au niveau des États membres, des objectifs concernant la perte nette d’espaces verts urbains et de couvert arboré urbain puis des tendances croissantes.
Il ne transforme pas automatiquement chaque commune en titulaire d’un quota numérique autonome, mais fait de la conservation et de l’augmentation du couvert arboré urbain un sujet directement lié à l’exécution du droit de l’Union.
15. Les Quinze Engagements : une méthode progressive adaptable à l’Italie
Les Quinze Engagements des collectivités locales et régionales constituent la feuille de route institutionnelle de mise en œuvre progressive de la Déclaration.
Dans le cadre officiel actuel, l’adoption formelle porte conjointement et intégralement sur la Déclaration et les Quinze Engagements. L’exécution demeure progressive, évolutive et adaptée aux compétences, moyens et caractéristiques du territoire.
Gouverner
Responsabilité politique et administrative, Assemblée de l’Arbre consultative, Défenseur de l’Arbre et participation d’élus, techniciens, juristes, scientifiques, professionnels, associations et habitants.
Connaître
Inventaire des arbres et des sols, cartographie de la canopée, Arbres Gardiens et Passeport, diagnostic des risques et continuités écologiques.
Agir
Protection lors des chantiers, marchés publics, désimperméabilisation, eau et sols, conservation avant abattage, articulation avec plans et autorisations.
Préserver
Arbres adultes, ombre, volumes racinaires, habitats, biodiversité et continuités écologiques.
Transmettre
Rapport périodique, bilan des abattages et plantations, taux de reprise, couvert arboré, état des sols et suivi des recommandations.
16. Assemblée de l’Arbre et Défenseur de l’Arbre dans la démocratie locale italienne
L’article 8 du TUEL permet aux communes de valoriser la participation populaire et de prévoir dans leur statut des formes de consultation, requêtes, pétitions et propositions.
Une Assemblée de l’Arbre peut donc être organisée comme instance consultative ou forme structurée de participation dans le respect du statut et des règlements. Le Défenseur de l’Arbre peut recevoir des signalements, formuler des avis, suivre les réponses et contribuer à la transparence.
17. Procédure officielle d’adoption pour une commune italienne
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Contacter La Compagnie des Papillons Bleus
Avant toute délibération, résolution ou signature, la collectivité ouvre directement le dialogue institutionnel.
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Recevoir les textes officiels et mener le dialogue préalable
La Compagnie transmet les versions officielles et actualisées de la Déclaration, des Quinze Engagements, du Cadre officiel et des indications procédurales.
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Identifier l’organe italien compétent et la base juridique
Sont vérifiés le contenu concret de l’acte, les articles 42 et 48 du TUEL, le statut, les règlements, la législation régionale et les contraintes sectorielles. Le Conseil intervient lorsque l’acte relève des compétences fondamentales que la loi lui réserve ; dans les autres cas, il convient de vérifier la compétence de la Giunta, du maire ou d’un autre organe conformément à la loi et au statut.
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Préparer conjointement la délibération
L’acte identifie et annexe les textes exacts, adopte conjointement et intégralement la Déclaration et les Quinze Engagements, motive l’intérêt communal et distingue l’adoption des futures mesures normatives, administratives, financières ou contractuelles.
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Achever l’instruction et délibérer selon le droit italien
Si la proposition n’est pas un simple acte d’orientation, les avis prévus par l’article 49 du TUEL doivent être recueillis ; lorsqu’elle produit des effets directs ou indirects sur la situation économique et financière ou sur le patrimoine de l’entité, l’avis de régularité comptable est également requis. L’organe compétent applique ensuite les règles de convocation, vote, procès-verbal, publication et prise d’effet. Les modifications de règlements, plans, budgets ou instruments urbanistiques suivent leurs procédures propres.
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Formaliser, enregistrer et mettre en œuvre progressivement
Après l’adoption et les formalités publiques applicables, la collectivité transmet l’acte à La Compagnie, achève la formalisation préparée en amont et définit calendrier, responsabilités, moyens, partenaires et indicateurs de mise en œuvre.
Contact institutionnel
18. Reconnaissance de l’adoption officielle et Registre international
Le Registre international des autorités adhérentes est créé et administré par La Compagnie des Papillons Bleus dans le cadre de la démarche.
Il ne s’agit ni d’un registre public italien, ni d’un agrément ministériel, ni d’une certification de l’Union européenne, ni d’un label intergouvernemental. Sa fonction est de documenter les adoptions ayant suivi la procédure institutionnelle.
Une délibération autonome peut produire les effets que lui confère le droit italien, mais elle n’est pas transformée ex post en adoption officielle par une simple communication à La Compagnie.
19. Accompagnement, documents et propriété intellectuelle
La Compagnie des Papillons Bleus peut assurer un accompagnement doctrinal, scientifique, méthodologique, institutionnel, documentaire et pédagogique. Cet accompagnement ne constitue pas un avis juridique individualisé en droit italien et ne remplace pas la vérification des services juridiques ou d’un professionnel habilité en Italie.
La dénomination « Déclaration universelle des droits de l’Arbre » est une marque déposée en France. La publication des textes n’autorise pas à créer une apparence de représentation, de parrainage, de gouvernance ou de reconnaissance institutionnelle qui n’aurait pas été accordée.
20. Provinces, Villes métropolitaines, Unions de communes et autonomies spéciales
La loi du 7 avril 2014 n° 56 régit Villes métropolitaines, Provinces, Unions et fusions de communes et attribue aux collectivités d’aire vaste des fonctions spécifiques, notamment de planification territoriale et de développement stratégique et, pour les Provinces dans les limites prévues, de protection et valorisation de l’environnement pour les aspects relevant de leur compétence.
Une collectivité autre qu’une commune peut donc envisager une adoption uniquement dans les limites de ses fonctions, de son statut et de l’organe compétent.
L’article 116 de la Constitution reconnaît des autonomies particulières au Frioul-Vénétie Julienne, à la Sardaigne, à la Sicile, au Trentin-Haut-Adige/Südtirol et à la Vallée d’Aoste/Valle d’Aosta, ainsi qu’aux Provinces autonomes de Trente et Bolzano. Dans ces territoires, la vérification juridique doit être spécifique.
21. La portée exacte du précédent de Terrasse-Vaudreuil
Le 9 juin 2026, le Conseil municipal de Terrasse-Vaudreuil a adopté la résolution n° 2026-06-111 et a formellement adhéré à la Déclaration universelle des droits de l’Arbre.
La résolution cite les trois articles fondateurs et formule à l’échelle municipale quatre droits opérationnels : vie, croissance naturelle, intégrité et régénération. Ces quatre droits municipaux ne sont pas les trois articles de la Déclaration mais une traduction locale adoptée dans le cadre des compétences municipales.
Lors de la résolution du 9 juin 2026, les Quinze Engagements existaient déjà dans le parcours de la Déclaration, mais n’étaient pas formellement annexés à cette résolution. La procédure institutionnelle actuelle destinée aux nouvelles autorités prévoit désormais l’adoption conjointe et intégrale de la Déclaration et des Quinze Engagements.
Suivre aujourd’hui « la voie de Terrasse-Vaudreuil » ne signifie donc pas copier littéralement l’acte canadien : il s’agit d’en comprendre le précédent, d’utiliser le cadre actualisé et d’adapter l’acte au droit de l’autorité qui adopte.
22. Cas concret — Corciano (Ombrie) : passer de l’initiative communale à l’adoption officielle
Le cas de Corciano mérite un développement autonome, car il permet de montrer concrètement comment le cadre national italien, la législation régionale ombrienne et les instruments administratifs déjà existants peuvent être coordonnés avec la procédure institutionnelle de la Déclaration universelle des droits de l’Arbre.
Le 17 août 2026, une initiative communale relative à la protection du patrimoine arboré a été rendue publique, présentée comme inspirée du précédent de Terrasse-Vaudreuil et orientée notamment vers une évolution du Regolamento del verde. Consulter la publication locale du 17 août 2026.
22.1. Corciano ne part pas de zéro : un système local de protection et d’autorisation existe déjà
La loi régionale d’Ombrie n° 28/2001 organise expressément, au-delà du secteur forestier, la sauvegarde des arbres, de la flore spontanée et du territoire. Ce cadre est déjà opérationnel localement : la commune de Corciano dispose d’un service spécifique relatif à l’abattage, au déplacement et à la taille extraordinaire des plantes protégées, en référence aux lois régionales n° 28/2001 et n° 8/2011, et publie les listes des autorisations paysagères et des constatations de compatibilité paysagère.
La loi régionale du 7 avril 2026 n° 4 a en outre actualisé le texte unique régional sur les forêts, en coordonnant la discipline des arbres et bois monumentaux avec la loi nationale n° 10/2013 et celle des forêts anciennes avec le D.Lgs. 34/2018.
Conséquence pratique
L’adoption de la Déclaration n’exige pas que Corciano remplace ce système. Elle peut au contraire fournir une orientation institutionnelle générale permettant de coordonner progressivement règlement du vert, patrimoine communal, autorisations, marchés publics, plans de gestion, participation et suivi, dans le respect des règles nationales et régionales déjà applicables.
22.2. Pour Corciano, le Conseil communal devient central dès lors que le Règlement du vert est modifié
Le site institutionnel de Corciano rappelle que le Conseil communal détermine l’orientation politico-administrative de la commune et en contrôle la mise en œuvre. Au niveau national, l’article 42, paragraphe 2, lettre a), du TUEL réserve au Conseil les statuts et les règlements, à l’exception du règlement relatif à l’organisation des bureaux et services attribué à la Giunta.
Par conséquent, si le parcours de Corciano comporte — comme annoncé — une modification du Regolamento del verde, la voie du Conseil n’est pas seulement politiquement appropriée : elle est juridiquement centrale pour l’acte réglementaire. La compétence doit néanmoins être appréciée au regard du contenu précis de chaque acte, du statut et des règlements communaux.
La Giunta et les dirigeants mettent ensuite en œuvre les orientations et adoptent les actes de gestion relevant de leurs compétences ; le maire représente la collectivité et peut signer les documents de formalisation institutionnelle lorsqu’il y est habilité. Lorsque la proposition soumise au Conseil ou à la Giunta ne constitue pas un simple acte d’orientation, il convient également de vérifier l’application de l’article 49 du TUEL relatif aux avis de régularité technique et, en cas d’incidences financières, comptable.
22.3. Deux plans doivent rester distincts : adoption officielle et droit communal applicable
Plan A — Adoption officielle de la Déclaration et des Quinze Engagements
Corciano ouvre le contact institutionnel avec La Compagnie des Papillons Bleus avant le vote, reçoit les textes officiels, prépare conjointement le projet d’adoption et soumet à l’organe compétent la Déclaration universelle des droits de l’Arbre ainsi que l’intégralité des Quinze Engagements.
Plan B — Mise en œuvre dans le droit communal et ombrien
La commune identifie séparément les principes qui nécessitent une modification du Règlement du vert, des actes de la Giunta, des actes des services, des crédits budgétaires, des cahiers des charges, des plans de gestion ou des procédures d’autorisation. Toute mesure opposable aux tiers doit disposer d’une base juridique suffisante et respecter les législations étatique et régionale.
Les deux plans peuvent être coordonnés politiquement mais ne doivent pas être confondus. L’adoption officielle ne donne pas automatiquement une force réglementaire aux Quinze Engagements ; inversement, une modification autonome du Règlement du vert ne constitue pas automatiquement une adoption officielle de la Déclaration.
22.4. Vie, croissance naturelle, intégrité et régénération : comment les utiliser correctement à Corciano
Le précédent de Terrasse-Vaudreuil a traduit localement les trois articles de la Déclaration en quatre droits municipaux : vie, croissance naturelle, intégrité et régénération. Corciano peut examiner ces quatre notions comme critères d’orientation de sa politique arborée, mais leur éventuelle introduction dans le droit communal doit être juridiquement précise.
Elles peuvent notamment orienter la gestion du patrimoine arboré communal, la conservation préventive des arbres adultes, les techniques de taille, la protection des racines et des sols, la motivation des abattages, la substitution et la replantation, le suivi et les prescriptions techniques des travaux publics. Elles ne peuvent en revanche être présentées comme créant automatiquement une nouvelle personnalité juridique de l’Arbre, un droit subjectif général opposable dans toute situation ou une dérogation aux régimes d’autorisation, de sécurité, de paysage, de forêt, de propriété et d’urbanisme.
22.5. Territorialiser les Quinze Engagements à Corciano
Pour Corciano, la mise en œuvre progressive des Quinze Engagements peut être organisée en trois catégories.
Mesures relevant principalement de l’organisation communale
- inventaire et cartographie du patrimoine arboré et de la couverture arborée ;
- protocole de gestion des arbres communaux et protection pendant les chantiers ;
- intégration des CAM et de prescriptions arboricoles dans les cahiers des charges et marchés ;
- suivi des abattages, remplacements, taux de survie des nouvelles plantations et état des sols ;
- formation des agents et coordination entre Urbanisme et Environnement, Travaux publics, Police locale et autres services concernés ;
- information du public et traçabilité des décisions.
Mesures nécessitant un acte politique, réglementaire ou financier
- modification du Règlement du vert ;
- institution d’une Assemblée de l’Arbre consultative et définition de ses règles ;
- institution d’un Défenseur de l’Arbre ou d’une fonction équivalente, exclusivement consultative et de suivi ;
- adoption d’un plan pluriannuel du patrimoine arboré ou de la couverture arborée ;
- crédits destinés aux inventaires, diagnostics, sols, irrigation, plantations, entretien qualifié et systèmes d’information.
Mesures subordonnées au droit étatique ou régional
- abattage, déplacement et taille extraordinaire d’espèces protégées ;
- arbres monumentaux, bois monumentaux et forêts anciennes ;
- autorisations paysagères ;
- interventions forestières ;
- obligations opposables aux propriétaires privés ;
- contraintes urbanistiques, sanctions et prescriptions exigeant une base normative spécifique.
22.6. Parcours opérationnel recommandé pour Corciano
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Ouvrir formellement le contact avec La Compagnie des Papillons Bleus
Ce contact doit précéder la délibération d’adoption officielle.
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Recevoir et identifier les textes officiels
Déclaration universelle des droits de l’Arbre, Quinze Engagements, Cadre officiel et documents procéduraux sont identifiés dans leur version en vigueur.
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Obtenir et examiner le texte intégral de l’ordre du jour et le cadre communal existant
Le texte intégral de l’ordre du jour, le statut, le Règlement du vert en vigueur, le règlement de construction, les procédures SUAPE, le DUP, le budget, les cahiers des charges et les pratiques d’entretien doivent être lus conjointement afin d’éviter doublons et incompatibilités.
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Préparer une délibération spécifique d’adoption officielle
L’acte identifie exactement la Déclaration et les Quinze Engagements, en décide l’adoption conjointe et intégrale, motive leur lien avec le territoire de Corciano et charge les organes et services compétents de leur mise en œuvre progressive.
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Recueillir les avis et respecter les formalités du droit italien
Sont vérifiés la compétence, les avis de l’article 49 TUEL lorsqu’ils sont requis, la convocation, le vote, la publication, l’entrée en vigueur et toute autre formalité applicable.
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Distinguer ou coordonner la révision du Règlement du vert
Les modifications réglementaires font l’objet de l’instruction technique et juridique nécessaire au regard des lois régionales n° 28/2001 et n° 8/2011, de la loi n° 10/2013, ainsi que du droit paysager, forestier, urbanistique et des autres normes applicables.
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Achever la formalisation et engager la feuille de route
Après l’adoption, Corciano achève avec La Compagnie la formalisation institutionnelle, l’éventuelle inscription au Registre international et définit les priorités, le calendrier, les responsabilités, les moyens et les indicateurs des Quinze Engagements.
23. Conclusion : en Italie, une voie possible mais juridiquement articulée
Le droit italien offre à une commune un espace réel pour adopter la Déclaration universelle des droits de l’Arbre comme orientation institutionnelle liée à la communauté et au territoire.
La Constitution protège l’environnement, la biodiversité et les écosystèmes. Le TUEL reconnaît l’autonomie communale. La loi n° 10/2013, le droit forestier, le droit paysager, les législations régionales, les instruments urbanistiques et les marchés publics fournissent les canaux concrets de mise en œuvre.
La Déclaration fixe les principes. Les Quinze Engagements organisent la démarche progressive. Dans le cadre officiel actuel, ils sont adoptés conjointement et intégralement après contact préalable avec La Compagnie des Papillons Bleus.
L’adoption ne crée pas une personnalité juridique de l’Arbre, ne remplace pas le droit italien et n’autorise pas la commune à dépasser ses compétences.
Pour l’adoption officielle dans le cadre de la Déclaration, la procédure institutionnelle doit commencer avant le vote.
24. Sources officielles et textes de référence
Références vérifiées sur les sources officielles dans leur version accessible au 18 août 2026. Le présent article expose des principes généraux et ne remplace pas une analyse juridique individualisée de la collectivité, de son statut et de la Région concernée.
Déclaration universelle des droits de l’Arbre
- Comprendre la Déclaration
- Cadre officiel
- Procédure d’adoption des collectivités
- Quinze Engagements
- Assemblée de l’Arbre
- Résolution Terrasse-Vaudreuil
Constitution et collectivités territoriales
- Constitution, art. 9
- Constitution, art. 114
- Constitution, art. 116
- Constitution, art. 117
- Constitution, art. 118
- Constitution, art. 42
- Constitution, art. 97
- D.Lgs. 267/2000 — TUEL, texte en vigueur (art. 3 et 13)
- TUEL — art. 42, attributions du Conseil
- TUEL — art. 48, compétences de la Giunta
- TUEL — art. 49, avis de régularité technique et comptable
- Loi 131/2003
- Loi 56/2014
Arbres, forêts, paysage et environnement
- Loi 10/2013
- D.Lgs. 34/2018 — forêts
- D.Lgs. 42/2004 — paysage
- D.P.R. 31/2017 — interventions exclues et autorisation paysagère simplifiée
- D.Lgs. 152/2006 — environnement et VAS
- Règlement (UE) 2024/1991
Marchés et entretien du vert
Ombrie et Corciano
- L.R. Ombrie du 19 novembre 2001 n° 28
- L.R. Ombrie du 7 avril 2026 n° 4 — modifications relatives aux forêts et au gouvernement du territoire
- Commune de Corciano — arbres protégés
- Commune de Corciano — Conseil communal
- Commune de Corciano — autorisations paysagères
Propriété intellectuelle
Précision juridique : l’Italie connaît une législation régionale très différenciée en matière forestière, urbanistique, paysagère, environnementale et de gestion du vert. Chaque projet de délibération et chaque mesure d’application doivent être vérifiés dans la Région et la commune concernées.
Publication de La Compagnie des Papillons Bleus
Cet article est un texte institutionnel de La Compagnie des Papillons Bleus, association française officiellement porteuse de la Déclaration universelle des droits de l’Arbre et de la démarche institutionnelle qui lui est associée, dont elle assure la cohérence, la conservation, le développement, l’accompagnement institutionnel et le suivi.
Publication : 18 août 2026 — Version Italie 1.2 — révision juridique et harmonisation institutionnelle.
Le présent article expose des principes généraux et ne constitue pas un avis juridique individualisé en droit italien.
Ricardo Rey
Auteur et initiateur de la Déclaration universelle des droits de l’Arbre
Fondateur de l’Assemblée de l’Arbre
Président de La Compagnie des Papillons Bleus
Contact officiel : presidence@ciedespapillonsbleus.org
Site officiel : www.declarationuniverselledesdroitsdelarbre.org
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