Adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero da parte degli enti locali e regionali

Illustrazione sull’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero da parte degli enti locali e regionali.

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Comprendere la portata dell’adozione, i Quindici Impegni degli enti locali e regionali e la procedura da seguire

Il 9 giugno 2026, il Consiglio municipale di Terrasse-Vaudreuil, Québec, ha adottato all’unanimità la Risoluzione n. 2026-06-111, con la quale il Comune ha adottato formalmente la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero e si è impegnato a integrarne i principi nelle proprie politiche e pratiche di gestione.

Nell’ambito di questa iniziativa internazionale, tale decisione costituisce la prima adozione formale della Dichiarazione da parte di un ente locale. Essa segna l’inizio di una nuova fase: l’attuazione dei principi della Dichiarazione attraverso le politiche pubbliche territoriali.

L’esperienza di Terrasse-Vaudreuil costituisce un precedente istituzionale concreto per gli enti locali e regionali. La questione consiste ora nel determinare a quali condizioni un ente possa, nell’ambito del quadro ufficiale gestito da La Compagnie des Papillons Bleus, adottare congiuntamente la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero e i Quindici Impegni degli enti locali e regionali e organizzarne l’attuazione progressiva.

Da tale adozione, enti locali e regionali, rappresentanti eletti, giuristi, ricercatori, associazioni e cittadini hanno richiesto informazioni sulla portata di questo processo, sulla procedura di adozione e sugli impegni che esso comporta.

La presente pagina espone il quadro applicabile agli enti locali e regionali che intendano aderire all’iniziativa della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero.

I. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero: una dichiarazione di principi

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero enuncia principi fondamentali destinati a orientare il riconoscimento, il rispetto e la protezione effettiva degli Alberi.

Afferma, in particolare, che l’Albero è un essere vivente sensibile, fonte di Vita e bene comune dell’umanità; che la Vita sulla Terra dipende dalla sua esistenza; e che gli esseri umani devono agire con gli Alberi in uno spirito di fraternità e solidarietà.

La Dichiarazione costituisce uno strumento di riferimento etico, scientifico, politico e giuridico. È destinata a orientare le politiche pubbliche, le pratiche istituzionali, le decisioni collettive e il futuro sviluppo del diritto.

Nella sua forma attuale, la Dichiarazione non è:

  • una legge;
  • un regolamento;
  • una decisione giudiziaria;
  • una convenzione internazionale attualmente in vigore;
  • né uno strumento dotato, di per sé, di efficacia giuridica vincolante equivalente a uno degli atti precedenti.

Di conseguenza, la Dichiarazione non modifica automaticamente il diritto nazionale, regionale o locale applicabile in un determinato territorio.

Non conferisce neppure, di per sé, una personalità giuridica generale agli Alberi, né trasferisce poteri o responsabilità a un’organizzazione esterna alle istituzioni pubbliche.

Essa stabilisce una base comune di principi a partire dalla quale possono essere progressivamente sviluppati politiche pubbliche, meccanismi di governance, misure di protezione e, quando le autorità competenti lo decidano, nuovi strumenti giuridici.

II. Qual è la portata dell’adozione da parte di un ente locale o regionale?

Nell’ambito del quadro istituzionale gestito da La Compagnie des Papillons Bleus, l’adozione ufficiale della Dichiarazione da parte di un ente locale o regionale costituisce un atto formale di natura politica, etica e istituzionale. Tale adozione ufficiale presuppone il contatto preliminare con La Compagnie, l’utilizzo dei testi ufficiali vigenti, l’adozione congiunta della Dichiarazione e dei Quindici Impegni e il rispetto della procedura istituzionale stabilita.

Con tale decisione, l’ente afferma pubblicamente:

  • la propria adesione ai principi enunciati dalla Dichiarazione;
  • la volontà di integrare progressivamente tali principi nell’esercizio delle proprie competenze e responsabilità;
  • l’impegno a rafforzare la protezione degli Alberi;
  • e la propria partecipazione a un quadro nazionale e internazionale di cooperazione.

L’effetto giuridico preciso dell’atto adottato dipenderà sempre:

  • dal diritto applicabile all’ente;
  • dall’estensione delle sue competenze;
  • dalla natura dello strumento giuridico o istituzionale utilizzato;
  • dalla formulazione di tale strumento;
  • e dalle misure concrete adottate per la sua attuazione.

Una deliberazione, una risoluzione, una mozione o un altro atto di adozione produce i propri effetti giuridici e istituzionali nell’ordinamento cui l’ente è soggetto. Può orientare le politiche pubbliche, strutturare gli impegni dell’ente e fungere da riferimento per decisioni future.

Non può tuttavia modificare una norma di rango superiore, ampliare le competenze attribuite dalla legge all’ente né creare, di per sé, un regime giuridico generale applicabile al di là del suo territorio e della sua giurisdizione.

L’adozione deve pertanto essere intesa come il punto di partenza di un processo progressivo, attuato conformemente al diritto vigente e nell’ambito delle competenze attribuite a ciascun ente.

III. Che cosa adotta un ente locale o regionale

Conformemente alla procedura attualmente formalizzata e pubblicata, un ente locale o regionale adotta congiuntamente:

L’adozione della Dichiarazione comprende pertanto l’adozione dei Quindici Impegni. I due documenti formano un quadro unico e indivisibile.

Per garantire la chiarezza e la certezza giuridica della decisione, si raccomanda che lo strumento adottato dall’ente:

  • indichi i titoli ufficiali completi dei due documenti;
  • identifichi con precisione le versioni adottate;
  • alleghi i testi alla deliberazione o alla risoluzione, quando il diritto locale applicabile lo consenta;
  • autorizzi il rappresentante competente a espletare le formalità necessarie;
  • e, ove opportuno, precisi le prime modalità di attuazione.

Questa identificazione precisa evita che la decisione faccia riferimento a una versione obsoleta, incompleta o successivamente modificata di uno dei due documenti.

IV. I Quindici Impegni: attuazione operativa della Dichiarazione

La Dichiarazione enuncia i principi. I Quindici Impegni forniscono il metodo per tradurli progressivamente nelle politiche pubbliche locali e regionali.

Essi sono organizzati attorno a cinque fasi complementari:

GOVERNARE  —  CONOSCERE  —  AGIRE  —  PRESERVARE  —  TRASMETTERE
  • Governare: istituire gli organismi necessari per dare attuazione concreta ai principi della Dichiarazione;
  • Conoscere: identificare, valutare, comprendere e valorizzare il patrimonio arboreo;
  • Agire: tradurre i principi in politiche pubbliche concrete;
  • Preservare: riconoscere e proteggere il mondo vivente come bene comune;
  • Trasmettere: assicurare la continuità dell’azione e assumere la responsabilità verso le generazioni future.

Gli Impegni prevedono:

  • la creazione di un’Assemblea dell’Albero;
  • la designazione di un Difensore dell’Albero;
  • il riconoscimento degli Alberi Guardiani;
  • la creazione del Passaporto dell’Albero Guardiano;
  • l’identificazione e l’inventario degli alberi presenti sul territorio;
  • lo sviluppo della copertura arborea;
  • il coinvolgimento degli abitanti e della cittadinanza;
  • la preservazione dell’ambiente vitale da cui dipendono gli alberi;
  • la regolamentazione degli abbattimenti;
  • la compensazione ecologica;
  • la valutazione dell’impatto dei progetti;
  • la garanzia del diritto all’ombra;
  • la preservazione del bene comune vivente;
  • la valutazione dei progressi compiuti;
  • e la trasmissione alle generazioni future di un bene comune vivente almeno equivalente e, ove possibile, arricchito.

I Quindici Impegni non costituiscono una raccolta di misure indipendenti o scollegate. Formano congiuntamente un quadro di governance coerente e progressivo.

Un quadro comune e un’attuazione adattata

Il testo dei Quindici Impegni è comune a tutti gli enti firmatari. Questo testo comune tutela l’unità e la coerenza dell’iniziativa internazionale.

Le modalità pratiche di attuazione possono essere adattate:

  • alle competenze attribuite all’ente;
  • alle sue dimensioni e alla sua organizzazione;
  • alla sua capacità umana, tecnica e finanziaria;
  • alle caratteristiche ecologiche del suo territorio;
  • al patrimonio arboreo esistente;
  • al quadro giuridico nazionale o regionale applicabile;
  • e alle politiche pubbliche già esistenti.

Tale adattamento non consiste nel sopprimere o riscrivere unilateralmente gli Impegni. Esso riguarda il calendario, gli strumenti utilizzati, le risorse assegnate e le modalità istituzionali prescelte.

L’ente può precisarne l’attuazione mediante un piano d’azione, una carta locale, un programma pluriennale, un regolamento interno o qualsiasi documento adeguato alle proprie competenze e alla propria organizzazione.

V. Attuazione progressiva

L’adozione dei Quindici Impegni non significa che tutte le misure debbano essere attuate integralmente nello stesso giorno.

Il processo si fonda sul principio dell’attuazione progressiva.

Ciascun ente deve:

  • determinare le proprie priorità;
  • stabilire un calendario realistico;
  • mobilitare progressivamente i propri servizi e partner;
  • istituire i meccanismi previsti dagli Impegni;
  • valutare periodicamente i risultati ottenuti;
  • e rendere conto dei progressi compiuti.

Il carattere progressivo dell’attuazione non priva di significato gli Impegni adottati.

L’ente dichiara formalmente la propria volontà di attuarli e deve tradurre tale volontà in un processo identificabile, monitorato ed evolutivo.

VI. L’Assemblea dell’Albero

L’Assemblea dell’Albero è uno dei meccanismi partecipativi e consultivi integrati nell’architettura generale della Dichiarazione.

Occorre distinguere due dimensioni complementari.

1. L’Assemblea Internazionale dell’Albero

A livello internazionale, l’Assemblea dell’Albero costituisce uno spazio di dialogo, riflessione, cooperazione, scambio e circolazione delle conoscenze.

Può riunire, tra gli altri:

  • cittadini;
  • scienziati;
  • giuristi;
  • enti locali e regionali;
  • rappresentanti eletti;
  • associazioni;
  • professionisti;
  • educatori;
  • artisti;
  • e rappresentanti della società civile.

Contribuisce all’elaborazione di raccomandazioni, strumenti, iniziative pilota, programmi d’azione e proposte destinate a rafforzare la protezione effettiva degli Alberi.

2. Le Assemblee Territoriali dell’Albero

Il primo dei Quindici Impegni prevede che ciascun ente firmatario istituisca una propria Assemblea dell’Albero quale organo consultivo permanente.

Tale Assemblea può includere:

  • rappresentanti eletti;
  • servizi e dipartimenti pubblici;
  • esperti;
  • associazioni;
  • cittadini;
  • professionisti;
  • e parti interessate alla gestione e alla protezione degli Alberi.

Sostiene l’attuazione locale della Dichiarazione e dei Quindici Impegni. Attraverso le proprie osservazioni e la propria esperienza pratica, può inoltre contribuire allo sviluppo progressivo del progetto di Convenzione Internazionale.

Un organo consultivo

L’Assemblea dell’Albero è uno spazio di dialogo, riflessione e formulazione di proposte motivate.

Non è:

  • un tribunale;
  • un’autorità amministrativa o regolamentare;
  • un’autorità amministrativa indipendente;
  • un consiglio comunale o regionale parallelo;
  • né un’istituzione destinata a sostituirsi alle autorità pubbliche competenti.

Le sue raccomandazioni, proposte e risoluzioni hanno carattere consultivo. Le decisioni continuano a spettare alle istituzioni cui il diritto applicabile attribuisce la competenza.

VII. Il progetto di Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Albero

La Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Albero esiste attualmente sotto forma di progetto di testo predisposto e pubblicato.

È destinata a fornire, a livello degli Stati, un quadro giuridico internazionale che consenta di rafforzare progressivamente la protezione degli Alberi e di tradurre i principi della Dichiarazione in uno strumento convenzionale.

Attualmente non costituisce un trattato internazionale in vigore.

Non è ancora stata adottata, firmata e ratificata dagli Stati mediante una procedura internazionale idonea a conferirle efficacia giuridica vincolante. Pertanto, allo stato attuale, non crea obblighi convenzionali internazionali.

Nella sua formulazione attuale, il progetto prevede che la Convenzione sia aperta alla firma degli Stati riconosciuti dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali competenti in materia ambientale.

Prevede inoltre la sua entrata in vigore sul piano internazionale una volta che dieci Stati abbiano depositato uno strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione.

Gli enti locali e regionali non diventano parti della Convenzione

Un ente che adotta la Dichiarazione e i Quindici Impegni:

  • non firma la Convenzione in qualità di parte contraente;
  • non assume alcun obbligo internazionale in forza del progetto di Convenzione;
  • non agisce in sostituzione dello Stato cui appartiene;
  • e conserva integralmente le proprie competenze e responsabilità istituzionali.

Può tuttavia contribuire alla riflessione e alla sperimentazione territoriale che accompagnano lo sviluppo del progetto.

Le osservazioni degli enti, le politiche attuate e i risultati ottenuti possono apportare un’esperienza pratica preziosa allo sviluppo progressivo del quadro internazionale.

VIII. Quattro componenti principali rilevanti per gli enti locali e regionali

Ai fini dell’adozione e dell’attuazione da parte degli enti locali e regionali, occorre distinguere quattro componenti principali e strettamente connesse.

1. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero

Enuncia i principi fondamentali.

2. I Quindici Impegni degli enti locali e regionali

Traducono tali principi in una tabella di marcia operativa e progressiva per gli enti territoriali.

3. L’Assemblea dell’Albero

Favorisce il dialogo, la partecipazione, lo scambio di conoscenze e la formulazione di proposte sia a livello internazionale sia territoriale.

4. Il progetto di Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Albero

Propone un futuro quadro giuridico internazionale destinato agli Stati e alle organizzazioni internazionali competenti.

Queste quattro componenti svolgono funzioni distinte nel quadro applicabile agli enti locali e regionali e non devono essere confuse.

  • La Dichiarazione e i Quindici Impegni sono i documenti adottati dagli enti locali e regionali.
  • L’Assemblea dell’Albero ne sostiene l’attuazione e favorisce la partecipazione, il dialogo e l’elaborazione di proposte.
  • Il progetto di Convenzione appartiene a un futuro processo internazionale che dovrà svilupparsi a livello degli Stati e delle organizzazioni internazionali competenti.

Il Libro Bianco sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero, attualmente in fase di finalizzazione, è un documento dottrinale ed esplicativo. Presenta l’origine dell’iniziativa, i suoi fondamenti scientifici, etici e giuridici e la sua architettura generale. Non costituisce una condizione aggiuntiva per l’adozione da parte di un ente locale o regionale.

IX. Il Registro Internazionale degli Enti Firmatari

Una volta completata la procedura di adozione, l’ente viene iscritto nel Registro Internazionale degli Enti Firmatari.

Il Registro ha lo scopo di:

  • mantenere una registrazione istituzionale degli enti che hanno adottato la Dichiarazione nell’ambito della procedura ufficiale;
  • garantire la tracciabilità delle adozioni;
  • dare visibilità agli impegni territoriali;
  • facilitare la cooperazione tra gli enti;
  • favorire lo scambio di esperienze e buone pratiche;
  • e contribuire allo sviluppo di una rete internazionale.

L’iscrizione ha valore dichiarativo e istituzionale nell’ambito del quadro gestito da La Compagnie des Papillons Bleus.

Attesta che l’ente ha adottato la Dichiarazione e i Quindici Impegni conformemente alla procedura istituzionale stabilita.

L’iscrizione nel Registro non costituisce un’approvazione governativa o intergovernativa, una certificazione pubblica, un accreditamento né il riconoscimento di uno status giuridico aggiuntivo.

L’iscrizione non crea, di per sé, alcuna nuova competenza, personalità giuridica speciale o obbligo internazionale aggiuntivo.

Gli effetti giuridici della decisione locale restano quelli derivanti dallo strumento adottato e dal diritto applicabile all’ente.

X. Procedura ufficiale di adozione per un ente locale o regionale

  1. Fase 1 — Contatto preliminare obbligatorio con La Compagnie des Papillons Bleus

    Ogni ente locale o regionale che desideri adottare ufficialmente la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero deve prendere direttamente contatto con La Compagnie des Papillons Bleus prima di qualsiasi deliberazione, risoluzione o firma.

    Tale contatto costituisce il punto di partenza obbligatorio della procedura istituzionale.

  2. Fase 2 — Ricevere i testi ufficiali e la procedura istituzionale

    La Compagnie des Papillons Bleus trasmette all’ente le versioni ufficiali e vigenti della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero, dei Quindici Impegni degli enti locali e regionali, del Quadro ufficiale e dei documenti necessari all’adozione.

    Questa fase garantisce che l’ente lavori sulla base dei testi ufficiali e comprenda il rapporto indivisibile tra la Dichiarazione e i Quindici Impegni.

  3. Fase 3 — Preparare congiuntamente l’adozione con La Compagnie des Papillons Bleus

    L’ente e La Compagnie preparano congiuntamente la procedura di adozione ufficiale.

    Tale preparazione comprende, a seconda dei casi:

    • l’individuazione dell’organo deliberante competente;
    • l’identificazione precisa delle versioni della Dichiarazione e dei Quindici Impegni che saranno adottate;
    • la predisposizione del progetto di deliberazione, risoluzione, mozione, decisione o atto equivalente;
    • la determinazione degli allegati necessari o pertinenti;
    • l’individuazione delle persone autorizzate a firmare i documenti istituzionali;
    • e le prime modalità di attuazione progressiva.

    Nell’ambito del quadro ufficiale, la Dichiarazione e i Quindici Impegni sono predisposti per un’adozione congiunta e indivisibile.

  4. Fase 4 — Esame giuridico e amministrativo da parte dell’ente

    Prima della votazione, il progetto è esaminato dai servizi amministrativi e giuridici competenti dell’ente, conformemente al proprio ordinamento.

    Tale esame consente di verificare le competenze, le procedure applicabili, la regolarità dell’atto e la compatibilità delle prime misure previste con il diritto vigente.

  5. Fase 5 — Adozione da parte dell’organo deliberante competente

    L’organo competente esamina e adotta lo strumento definitivo.

    L’atto deve identificare con precisione i due testi adottati congiuntamente:

    • la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero;
    • e i Quindici Impegni degli enti locali e regionali.

    Ove opportuno e quando il diritto applicabile lo consenta, i testi possono essere allegati all’atto. La decisione può inoltre autorizzarne la firma e stabilire le prime misure o il calendario di attuazione progressiva.

  6. Fase 6 — Formalizzazione istituzionale, firma e iscrizione

    Dopo l’adozione da parte dell’organo competente, la formalizzazione istituzionale viene completata direttamente con La Compagnie des Papillons Bleus conformemente alla procedura precedentemente predisposta.

    Questa fase comprende, a seconda dei casi:

    • la verifica dell’atto definitivo adottato;
    • la firma dei documenti ufficiali da parte delle persone debitamente autorizzate;
    • la formalizzazione del fascicolo istituzionale di adozione;
    • l’iscrizione nel Registro Internazionale degli Enti Firmatari;
    • e l’organizzazione delle prime fasi di attuazione progressiva.

    Questa fase finale non costituisce un meccanismo di riconoscimento retroattivo di un’adozione effettuata autonomamente, ma rappresenta la conclusione di una procedura istituzionale avviata e preparata con La Compagnie des Papillons Bleus fin dall’inizio.

XII. Un processo aperto a tutti gli enti locali e regionali

La Dichiarazione è destinata a essere adottata da enti di dimensioni, competenze, strutture istituzionali e tradizioni giuridiche differenti.

In funzione dell’organizzazione di ciascuno Stato e nel rispetto delle competenze e delle procedure previste dal diritto applicabile, possono essere in grado di avviare la procedura ufficiale di adozione:

  • comuni e municipalità;
  • città;
  • enti intercomunali o metropolitani;
  • dipartimenti;
  • province;
  • regioni;
  • territori autonomi;
  • e autorità o governi locali dotati di competenze ambientali, patrimoniali, urbanistiche, territoriali o di pianificazione.

Ciascun ente agisce nell’ambito delle competenze attribuitegli dal diritto.

La diversità dei sistemi giuridici non impedisce l’adozione di una base comune di principi.

Al contrario, giustifica l’adattamento delle modalità di attuazione a ciascun territorio, preservando al contempo l’unità della Dichiarazione e dei Quindici Impegni.

XIII. Una cooperazione internazionale fondata sull’esperienza territoriale

Gli enti locali e regionali svolgono un ruolo decisivo nella protezione degli Alberi.

Esercitano responsabilità dirette in numerosi ambiti, tra cui:

  • la pianificazione territoriale;
  • l’urbanistica;
  • le strade e le infrastrutture pubbliche;
  • i parchi e gli spazi pubblici;
  • la gestione dei suoli;
  • l’adattamento ai cambiamenti climatici;
  • la sanità pubblica;
  • la biodiversità;
  • la protezione del bene comune;
  • l’educazione;
  • e la partecipazione dei cittadini.

L’adozione della Dichiarazione consente di trasferirne i principi dal piano dell’affermazione generale a quello della sperimentazione territoriale e dell’azione pubblica.

L’esperienza acquisita a livello locale può poi essere condivisa con altri enti.

Essa contribuisce progressivamente allo sviluppo di un insieme di pratiche, metodi e standard idonei a orientare le politiche nazionali e il futuro sviluppo del diritto internazionale.

Conclusione

L’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero da parte di un ente locale o regionale non costituisce né un gesto meramente simbolico né l’adesione a un trattato internazionale già in vigore.

Segna l’avvio di un processo politico, etico e istituzionale organizzato.

Adottando congiuntamente la Dichiarazione e i Quindici Impegni, l’ente:

  • riconosce formalmente i principi fondamentali enunciati nella Dichiarazione;
  • si impegna ad attuarli progressivamente;
  • istituisce un quadro adeguato di governance territoriale;
  • coinvolge i cittadini, gli esperti e gli attori locali;
  • valuta i progressi compiuti;
  • e si integra in una rete internazionale di enti impegnati.

Questo processo rispetta le competenze, le risorse e il quadro giuridico di ciascun territorio.

Si fonda su un’ambizione condivisa: fare della protezione degli Alberi un principio duraturo dell’azione pubblica e trasmettere alle generazioni future un bene comune vivente preservato o arricchito.

La Dichiarazione stabilisce i principi. I Quindici Impegni organizzano l’azione. L’Assemblea dell’Albero apre lo spazio del dialogo e della partecipazione.

Avviare la procedura ufficiale di adozione

Ogni ente locale o regionale che desideri adottare ufficialmente la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero deve prendere contatto con La Compagnie des Papillons Bleus prima di qualsiasi deliberazione, risoluzione o firma, al fine di avviare la procedura istituzionale obbligatoria.

La Compagnie accompagna l’ente:

  • nella comprensione dell’architettura generale dell’iniziativa;
  • nell’esame della Dichiarazione e dei Quindici Impegni;
  • nella predisposizione dello strumento di adozione;
  • nella formalizzazione dell’adozione;
  • nell’iscrizione dell’ente nel Registro Internazionale degli Enti Firmatari;
  • e nell’attuazione progressiva dei propri Impegni.

L’adozione si fonda su una decisione libera e informata dell’ente, adottata conformemente al diritto ad esso applicabile e nell’ambito delle sue competenze.

Domande frequenti

1. Perché è stata creata la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero?

La Dichiarazione nasce dal riconoscimento del ruolo essenziale svolto dagli Alberi negli ecosistemi, nella biodiversità, nel clima, nei suoli, nei sistemi idrici, nei paesaggi, nella salute pubblica e nella qualità della vita.

Essa fornisce una base comune di principi destinata a favorirne il riconoscimento e la protezione effettiva.

2. Perché parlare di Diritti dell’Albero?

Parlare di Diritti dell’Albero significa riconoscere che gli Alberi possiedono un valore intrinseco e necessità vitali che giustificano una protezione fondata su principi fondamentali.

Non significa equiparare gli Alberi alle persone umane né attribuire loro automaticamente la personalità giuridica.

3. La Dichiarazione è giuridicamente vincolante?

La Dichiarazione non possiede, di per sé, l’efficacia giuridica vincolante di una legge, di un regolamento o di un trattato internazionale in vigore.

Lo strumento mediante il quale un ente la adotta ha invece un’esistenza istituzionale e giuridica, i cui effetti dipendono dal diritto applicabile e dalla formulazione dell’atto.

4. L’adozione conferisce automaticamente personalità giuridica agli Alberi?

No.

La Dichiarazione non attribuisce automaticamente una personalità giuridica generale agli Alberi.

In alcuni ordinamenti, la personalità giuridica può costituire uno degli strumenti di protezione di determinate entità naturali. Non costituisce un requisito né il fondamento giuridico esclusivo della Dichiarazione.

5. Che cosa deve adottare un ente?

Deve adottare congiuntamente:

  • la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero;
  • e i Quindici Impegni degli enti locali e regionali.

6. Un ente può adottare la Dichiarazione senza i Quindici Impegni?

No. Nell’ambito della procedura istituzionale ufficiale stabilita da La Compagnie des Papillons Bleus, l’adozione della Dichiarazione da parte di un ente locale o regionale è inscindibile dall’adozione simultanea e integrale dei Quindici Impegni.

I due documenti formano un quadro unico e indivisibile ai fini dell’adozione ufficiale.

7. I Quindici Impegni sono identici per tutti gli enti?

Sì.

Il loro testo è comune a tutti gli enti firmatari, al fine di garantire la coerenza dell’iniziativa.

Le modalità pratiche di attuazione sono successivamente adattate alle competenze, alle risorse e alle circostanze di ciascun territorio.

8. Un ente può modificare il testo degli Impegni?

Il testo comune non è destinato a essere riscritto unilateralmente.

L’ente può tuttavia precisare il proprio calendario, le priorità, le risorse e le modalità di attuazione in un documento locale complementare.

9. Tutti gli Impegni devono essere attuati immediatamente?

No.

Sono attuati progressivamente. L’ente stabilisce un calendario adeguato, mantenendo l’obiettivo di attuare integralmente la tabella di marcia.

10. La creazione di un’Assemblea dell’Albero è obbligatoria?

Sì.

La creazione di un’Assemblea dell’Albero costituisce il primo dei Quindici Impegni.

La sua composizione e il suo funzionamento possono essere adattati all’ente interessato, ma essa conserva carattere consultivo e non si sostituisce alle autorità pubbliche competenti.

11. Un ente locale o regionale aderisce al progetto di Convenzione Internazionale?

No.

La Convenzione è attualmente un progetto destinato a svilupparsi a livello degli Stati e delle organizzazioni internazionali competenti.

L’ente locale o regionale adotta la Dichiarazione e i Quindici Impegni. Non diventa parte contraente della Convenzione.

12. La Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Albero è già in vigore?

No.

Il progetto è stato predisposto e pubblicato, ma non costituisce ancora un trattato internazionale adottato, firmato, ratificato ed entrato in vigore.

13. Qual è la finalità del Registro Internazionale?

Il Registro identifica gli enti che hanno formalmente adottato la Dichiarazione e i Quindici Impegni.

Garantisce la tracciabilità delle adozioni, dà visibilità alle iniziative territoriali e facilita la cooperazione tra gli enti firmatari.

14. Perché viene organizzato un dialogo preliminare?

È una parte obbligatoria della procedura ufficiale di adozione. Consente a La Compagnie des Papillons Bleus di presentare i documenti, spiegarne la portata, rispondere alle domande dell’ente e accompagnare la preparazione di una decisione istituzionale pienamente informata.

Garantisce inoltre che l’ente utilizzi le versioni ufficiali vigenti della Dichiarazione e dei Quindici Impegni e che l’adozione sia preparata prima della deliberazione dell’organo competente.

15. Quale tipo di strumento deve adottare un ente?

La forma dipende dal diritto applicabile all’ente.

Può consistere in una deliberazione, una risoluzione, una mozione o qualsiasi strumento equivalente adottato dall’organo competente.

16. È sufficiente la firma del sindaco o di un altro rappresentante?

No. La firma non sostituisce l’atto dell’organo competente quando il diritto applicabile richiede una deliberazione, una risoluzione o una decisione preventiva.

Nell’ambito della procedura ufficiale, la firma costituisce una delle fasi della formalizzazione istituzionale ed è apposta conformemente alle modalità precedentemente predisposte con La Compagnie des Papillons Bleus.

17. Quali documenti devono essere trasmessi?

I requisiti documentali precisi sono determinati preventivamente nell’ambito della procedura svolta con La Compagnie des Papillons Bleus.

Dopo la votazione, l’ente trasmette l’atto ufficiale definitivo che attesta l’adozione congiunta della Dichiarazione e dei Quindici Impegni, unitamente ai documenti e alle informazioni necessari per la formalizzazione istituzionale e l’iscrizione nel Registro.

18. Un ente può proporre nuove iniziative?

Sì.

Può sviluppare progetti innovativi compatibili con la Dichiarazione e condividere la propria esperienza con altri enti e con l’Assemblea dell’Albero.

19. Può aderire un ente situato al di fuori della Francia?

Sì.

L’iniziativa ha portata internazionale. La procedura è adattata al quadro giuridico e istituzionale del territorio interessato.

20. Come si avvia la procedura?

Prima di qualsiasi deliberazione, risoluzione o firma, l’ente prende contatto con La Compagnie des Papillons Bleus per avviare la procedura istituzionale obbligatoria e ricevere le versioni ufficiali vigenti dei documenti: presidence@ciedespapillonsbleus.org.

Testo istituzionale ufficiale

La Compagnie des Papillons Bleus

La presente pagina espone la procedura istituzionale applicabile agli enti locali e regionali che desiderino adottare ufficialmente la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Albero e i Quindici Impegni.

Contatto ufficiale: presidence@ciedespapillonsbleus.org

Nota: gli effetti giuridici di ciascun atto di adozione dipendono dal diritto applicabile all’ente e dalla forma e formulazione dello strumento adottato.

Versione italiana pubblicata nell’agosto 2026 — Ultimo aggiornamento istituzionale: 12 agosto 2026.